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Probabilmente, alle sue origini, la Pasqua era una festa pastorale, praticata dalle popolazioni nomadi del Vicino Oriente, in cui si offrivano le primizie del gregge. Successivamente, in seguito ad una maggiore sedentarietà delle genti semitiche, sarebbe divenuta anche una festa agricola, in cui si offrivano anche le primizie della mietitura dell'orzo, attraverso la cottura del pane azzimo.
Queste due feste, assunsero un significato nuovo con Mosé, diventando il momento dell'anno in cui il popolo ebraico ricordava la liberazione dall'Egitto.
Gli Egiziani fecero pressione affinché gli Ebrei partissero al più presto, e questi dovettero portare con loro la pasta per il pane non ancora lievitata, ossia il pane azzimo. Così, come Dio vegliò tutta la notte per porre in salvo il suo popolo, questo veglierà nella notte di
Pasqua.
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Nel corso dei secoli, il rituale della Pasqua, pur sottoposto a variazioni e a modifiche, rimase sostanzialmente sempre uguale e la festa è tuttora celebrata da tutti gli Ebrei con la massima solennità e per la durata di sette giorni.
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