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Mentre in Egitto si formava la prima dinastia dei faraoni, in una
regione meridionale della Mesopotamia, in prossimità dello sbocco
nel Golfo Persico dei fiumi Tigri ed Eufrate, sorgeva la civiltà
dei Sumeri, le cui origini, rispetto a quella egizia, sembrano
ancor più radicate nella preistoria.
Nel quarto millennio avanti
Cristo, in Mesopotamia vi erano comunità agricole già
consolidate, il cui sviluppo crebbe nei secoli successivi, dando
origine a una civiltà che, sotto certi aspetti, è da ritenersi
superiore a quella degli Egizi. Sullo stesso ceppo si basano le
comunità successive: quella degli Assiri al nord e dei Babilonesi
al sud, e quella dei Persiani.
A differenza di quello egiziano, la
cui stirpe si mantenne relativamente pura nei millenni, sono
popoli formati da genti miste, le cui esperienze si integrarono e
si sommarono nel tempo originando una civiltà meglio articolata,
di cui è possibile notare tuttavia, nei vari periodi,
rimarchevoli diversità, pur riaffiorando sempre lo spunto
iniziale.
Anche se sussistono opinioni diverse fra gli storiografi
nello stabilire le varie epoche, prevale il criterio di
suddividere i millenni anteriori alla nascita di Gesù Cristo in
un certo numero di periodi, che prendono il nome dai luoghi dove
si verificarono i ritrovamenti più significativi. Il primo e più
importante in ordine cronologico, è quello indicato come dinastia
di Ur (Nome biblico di un'antica città della Mesopotamia presso
il fiume Eufrate) 2600-2450 a.C.. Dal 1100 al 600 a.C., assume
maggior importanza la civiltà degli Assiri (dall'antica regione
della Mesopotamia settentrionale attraversata dal fiume Tigri,
oggi Iraq), che sottomisero i Babilonesi (dall'antica regione
della Mesopotamia meridionale lungo il corso inferiore del Tigri e
dell'Eufrate) la cui epoca più fiorente viene fissata dal 2600 al
538 a.C.. Assiri e Babilonesi vennero poi sottomessi da Ciro, re
dei Persiani. Si sa con certezza che furono popoli governati con
giustizia, dai quali ci sono pervenuti gli elementi fondamentali
della scienza, della letteratura e delle arti. Qui infatti si
affermarono le prime teorie sull'astronomia e la medicina iniziò
il suo progredire.
Furono i popoli della Mesopotamia che
tramandarono ai posteri i principi rudimentali della matematica,
della fisica e della filosofia. Dalla Mesopotamia si diffuse la
scienza dei miti, cioè la mitologia. Altro grande merito di
questi popoli fu di avere iniziata la codificazione delle leggi
che regolano la vita in comune. Le loro teorie influenzarono
profondamente le successive civiltà europee, soprattutto quella
greca, etrusca e romana. Pur essendo contemporanee e relativamente
vicine, le dinastie egizie e quelle che si svilupparono nella
regione mesopotamica, furono profondamente diverse tra loro,
come concezione di vita e perciò diverse ance
nell'espressione stilistica. Per mancanza di pietra e di legno,
l'architettura si ergeva su mattoni di argilla sapientemente
disposti; da ciò è dipeso il deterioramento delle costruzioni,
che sono meno copiose e non nello stesso stato di conservazione di
quelle sopravvissute sulle sponde del Nilo, a causa delle piogge
torrenziali e dei saccheggi che subirono nei tempi.
L'invenzione della volta, ripresa dagli Etruschi, va attribuita ai
Sumeri.
Le città sorgevano attorno ai palazzi reali, grandiose
costruzioni con mura e torri merlate che si sviluppavano in
larghezza, adornate da statue colossali. Questi palazzi erano a
loro volta sovrastati da templi a torre, zigurrat, che si ergevano
altissimi, a piani sovrapposti, con giardini pensili. Meritano
menzione, fra gli altri, i palazzi di Khorsabad e Babilonia.
Mentre per i templi-torre, l'esempio più leggendario è quello
tramandatoci dalla torre di Babele.
Dalle testimonianze trovate in Mesopotamia, di cui alcune in epoche relativamente recenti, si
notano una personalità e una sensibilità assai dissimili da
quelle dell'arte egizia. Mentre quest'ultima è basata
principalmente sulla precisione tecnica e su precisi rapporti
geometrici, nell'arte dei Sumeri e degli Assiro-Babilonesi
poi,traspare maggior sentimento, maggior poesia. Le figure sono più
espressive. Dalle composizioni si nota uno spiccato senso del
colore. L'arte mesopotamica, per verismo, movimento e senso della
composizione, fu superiore a quella degli Egizi. Seppure nelle
figurazioni i Sumeri prima, e soprattutto gli Assiro-Babilonesi
poi, esprimono una stilizzazione formale, questa, tuttavia, non
s'impone al naturalismo e alla verità. La loro arte è fastosa e
di una particolare, caratteristica suggestività. Stelle e rosette
a colori vivaci, disposte in graziose composizioni e intrecciatisi in modo bizzarro e alquanto originale, spiccano
nelle decorazioni. Con mattoni smaltati e variopinti, composti
secondo un montaggio prestabilito, venivano formati disegni di
animali, motivi a spirali, a linee spezzate e a rombi, di un effetto
estetio sorprendente. Il senso decorativo
assiro-babilonese tende al lussureggiante. Il particolare si
sovrappone all'insieme: frange, ricami, orpelli, appaiono numerosi
nelle figure. Questa fecondità creativa offrì molti spunti alle
civiltà successive. Dai raffinatissimi oggetti d'oro, di bronzo e
di rame, si nota la perfezione raggiunta nelle tecniche di
esecuzione. |