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Verso il 600 a.C., in un territorio corrispondente
all'attuale Toscana, si manifesta il massimo sviluppo della civiltà
etrusca, i cui influssi si estesero, nel periodo della maggiore
espansione politica del suo popolo, in buona parte della penisola.
L'arte etrusca non è la sola che nel territorio italico preceda
quella romana; in Sicilia, in Campania e in Calabria, nelle
colonie della Magna Grecia, maestranze locali venivano chiamate a
completare le parti plastiche dei grandiosi templi dorici; nella
Campania, in particolare, una fioritura dell'artigianato locale si
impone con un'impronta artistica ricca di improvvisazione geniale.
Sotto un certo aspetto l'arte etrusca non si differenzia dallo
spirito di queste esperienze artistiche regionali. Anzi la sua
funzione storica è appunto quella di aver unificato in larga
misura il linguaggio artistico italico attraverso la supremazia
politica del suo popolo. Con
gli Etruschi, dunque, l'Italia ebbe la sua prima, grande civiltà.
La vita, le abitudini e i costumi degli Etruschi, i cui riti
politici e religiosi sono ancora piuttosto oscuri, assunsero,
insieme all'influsso greco, notevole importanza nella formazione
della successiva civiltà romana. Possiamo dividere la storia
dell'arte etrusca in tre periodi: dal VIII al VI secolo a.C.,
PERIODO IONICO-ETRUSCO od ORIENTALIZZANTE; VI secolo a.C., periodo
di mezzo, in cui l'originalità creativa del popolo etrusco si
manifesta integralmente; IV e III secolo a.C., PERIODO
ELLENIZZANTE con i sintomi della decadenza (nel 265 a.C. vi fu il
finale assoggettamento delle ultime città etrusche a Roma).
Le
origini degli Etruschi appaiono piuttosto incerte, poiché rimane
ancor oggi del tutto indecifrabile la loro scrittura. L'arte
etrusca, a ogni modo, denota un carattere espressivo eccezionale.
Mentre scarsi sono gli avanzi architettonici pervenutici intatti,
numerosi, perché conservati nel chiuso delle tombe, sono pitture,
sculture e prodotti dell'artigianato (bronzi, terrecotte, ecc.)
che ci permettono una precisa valutazione artistica. Per la
formazione dell'arte etrusca ebbe grande importanza l'influsso
greco, cosicché possiamo dire che essa è frutto di una felice
fusione tra elementi originali ed elementi ellenici.
Le
caratteristiche dell'arte etrusca si possono sintetizzare
nell'intensità di espressione, di atteggiamento e di movimento,
attuate a scapito dell'armonia geometrica e della simmetria, che
sono le prerogative del naturalismo classico. Infatti, gli artisti
etruschi rifuggono dall'accademico e dal convenzionale. La loro
arte è viva ed espressiva, contrastata e quindi comunicativa,
libera da schemi compositivi, ben lontana dalla compostezza, dalla
pacatezza, dalla ricerca dell'ideale, proprie dell'arte greca.
Dalle raffigurazioni parietali nelle tombe, ci appare una umanità
dai caratteri evidenziati, tutt'altro quindi che idealizzati. I
visi non sono belli, e appunto per questo risultano corrispondenti
a quella realtà che l'arte greca eleva, ma nello stesso tempo
nasconde, dietro una figurazione ideale, legata a precise
convenzioni. La pittura, sotto forma di affresco di tecnica
grecizzante, ci mostra una vita piena di colore e di movimento. Le
figure sono rappresentate in atteggiamento di danza, tra festose
sequenze di pesci guizzanti, di volatili e di elementi vegetali,
in onore alla vita all'aria aperta, tutta dedita alla pesca, alla
caccia, agli esercizi ginnici.
Gli Etruschi
denunciano chiaramente una derivazione dal gusto dei popoli
dell'Asia Minore, derivazione confermata anche dalla predilezione
per gli ornamenti di lusso. Ebbero, infatti, spiccato il senso
della decorazione, attraverso il quale manifestarono una vivacità
e un estro creativo di grande significato e di autentico valore.
Abilissimi cesellatori, gli Etruschi ci tramandarono copiosi saggi
della loro mirabile arte orafa. Dalla perfezione
delle varie tecniche (sbalzo, incisione, granulazione, filigrana)
e dalla creazione di una grande varietà di monili (spille,
fermagli, anelli, bracciali, collane orecchini, pendagli),
oscillanti tra i lussureggianti motivi di ispirazione orientale e
la sobrietà dei motivi greci, si capisce come gli orafi etruschi
siano rimasti insuperati nei tempi successivi. Soggetti figurati
(teste di uomini, di leoni, di grifi, di tori, ecc.), vegetali
(steli incrociati, palmette, fiori, ecc.) e geometrici,
testimoniano inoltre un'esuberante fantasia.
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