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Nel XIV secolo a. C., nella parte meridionale della penisola
balcanica, si manifestano i primi fermenti che preludono il
sorgere di una civiltà senza precedenti, per l'elevatezza del
pensiero e per la perfezione delle opere artistiche, ha lasciato
nella storia del progresso morale e civile dell'umanità una
traccia imperitura: la civiltà ellenica (furono i romani che,
successivamente, la chiamarono greca). E' nella città di Micene
che ebbero origine le prime manifestazioni di tale civiltà (a
questo primo periodo venne attribuito il nome di civiltà
acheo-micenea o civiltà preellenica), ed è dalle vicine isole, e
particolarmente da Creta, culla della civiltà egea, che furono
tratti i suoi impulsi vitali. L'età intermedia, piuttosto oscura,
tra il declinare della civiltà egea e il sorgere di quella greca,
venne denominata dagli storici "medioevo ellenico". Le
invasioni della penisola balcanica, effettuate a ondate successive
da stirpi diverse, portarono a una stratificazione della civiltà
greca. Quella dei Dori si sarebbe stabilita nel Peloponneso
attorno al XII secolo a.C. ed ebbe la città di Sparta come suo
fulcro principale.
La stirpe degli Ioni, invece, scese
nell'Attica, dove fondò parecchi villaggi fra i quali assunse
primaria importanza Atene, che divenuta città, estese poi la sua
influenza alle colonie greche dell'Asia Minore. Queste due
correnti etniche ebbero caratteri diversi, riscontrabili nelle
arti e anche nei costumi. L'evoluzione delle espressioni
artistiche della civiltà ellenica è convenzionalmente divisa,
con riferimenti a importanti eventi storici, in tre periodi:
ARCAICO (dal 700 al 480 a.C.); CLASSICO, che coincide con il
maggior splendore di Atene (dal 480 al 323 a.C.); ELLENISTICO,
periodo della decadenza politica delle città greche peninsulari
(dal 323 al 30 a.C.). L'arte greca a differenza dell'arte
mesopotamica, fu meno simbolica, meno ieratica e cioè meno
spiritualista, ma più vivente, più umana. Il gusto greco, al
confronto di quello orientale, appare più gentile e misurato,
presentando suoi precisi caratteri di originalità. Con la purezza
delle linee, con l'armonia delle proporzioni, il genio greco dava
all'ornamento un'impronta di elevatissimo valore estetico. La
decorazione greca era formata da ricche, svariate e ritmiche
composizioni.
E' assai arduo enumerare tutti i particolari che
contribuiscono a caratterizzare lo stile greco; ci limiteremo alla
sommaria descrizione dei più importanti. Nelle decorazioni si
vedono motivi tratti dalla flora (acanto, lauro, edera, aloe,
ecc.) e motivi a meandro, costituiti intrecciando linee diritte,
spezzate, curve: l'impiego di tali decorazioni, così esteso
nell'arte ellenica, fece loro meritare il nome di
"greche". Altro motivo molto ricorrente era
costituito dal bucranio, ornamento tratto dalla testa di bue, che
si richiamava ai sacrifici in onore degli dèi, oppure da teste di
altri animali; viticci, festoni di fiori e frutta, riunivano
le varie teste. Da queste antiche idee, l'arte decorativa di tutti
i tempi ha sempre tratto ispirazione, tanto che ancora oggi queste
risultano valide ed efficaci. Gran copia di documentazione che
riguardano il costume greco antico ci è stata tramandata dalla
pittura vascolare. Generazioni di artigiani hanno realizzato vasi
di tutte le grandezze e le forme, dove le
composizioni dei disegni - raffiguranti vegetali, animali,uomini
in scene di vita quotidiana e in episodi mitici - mettono in
risalto l'eccezionale abilità degli artefici. Nell'architettura
la distribuzione delle linee e dei volumi era dosata in rapporto
agli effetti che si volevano ottenere. Le colonne avevano il fusto
scanalato, affinché il chiaroscuro contribuisse ad accentuare il
ritmo verticale e ad assottigliare la massa. Tutto nell'arte greca
era studiato secondo un ordine estetico: i capitelli, le cornici
ben profilate e finemente decorate, la distanza fra le colonne dei
templi in rapporto al loro numero, i basamenti, i particolari;
l'insieme costituiva una fusione di elementi geometrici e
volumetrici che accontentava l'occhio e il senso dell'armonia.
Gli
ordini architettonici (disposizione di elementi negli edifici in
rapporti costanti, in cui la massa, la linea, il chiaroscuro,
costituiscono un'armonia d'insieme) greci sono tre: DORICO,
IONICO, CORINZIO. E' opportuno accennare, sia pure sommariamente,
alle loro caratteristiche, poichè grande importanza assunsero per
l'architettura dei secoli successivi. L'ordine DORICO, facilmente
distinguibile dal capitello semplice posto su colonna scanalata
(88). è sobrio e solenne. Esso esalta la forza e la consistenza
dei materiali impiegati con possenti squadrature geometriche,
infondendo loro una una
contenuta e grave vitalità mediante ritmi semplici e robusti.
L'ordine IONICO, che venne successivamente, è più delicato
e prezioso: il capitello presenta volute contrapposte. Le sue
caratteristiche consistono nella ricerca di effetti di elevazione
e nella particolare accentuazione degli elementi decorativi.
Quello CORINZIO, infine, ha il capitello ispirato a una
combinazione di volute e di foglie d'acanto. Esso denota la sempre
maggior accentuazione per il gusto creativo, gusto che porta
appunto alla creazione di questo nuovo stile. Mentre la mitologia
orientale e soprattutto quella egizia rappresentavano gli dèi
attraverso sembianze fisiche soprannaturali, i Greci diedero una
mirabile prova di fierezza, elevando l'uomo all'altezza del mito.
Gli dèi erano infatti rappresentati con figura umana, e a loro
erano attribuiti tutti i valori fisici e psichici dell'uomo.
Nell'eleganza, nella razionalità, nella genialità delle loro
mirabili costruzioni, i Greci suggerirono la grammatica e la
sintassi per l'architettura di tutti i tempi, offrendo ai posteri
fonti d'ispirazione inesauribili. |