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Cabernet Franciacorta
E’ un vitigno tipico del bordolese, da dove si diffuse dapprima nel resto della Francia e poi nel mondo. In Italia giunse tra XVIII e XIX secolo, ma le sue prime coltivazioni significative si ebbero solo in quell’ultimo secolo e nell’area nord-centro-orientale, dove ha tutt’oggi gli habitat ottimali.
In Franciacorta giunse prima del Cabernet Sauvignon lasciando quell’impronta indelebile nell’attuale Terre di
Franciacorta
DOC rosso. Oggi, il vitigno coltivato, è stato identificato con il Carmenere, anche se continua ad essere indicato come Cabernet Franc.
Il Cabernet Franc si distingue dal Cabernet Sauvignon per maggior vigoria, ma minor fertilità, una diversa eleganza di sapore legata ad un accentuato gusto erbaceo.
Il grappolo generalmente piccolo, con forma cilindrico-conica a volte alata. L’acino è di grossezza media, generalmente sferico, con buccia di color bluette intenso, con pellicola fine. La polpa è dolce, con sapore erbaceo e un po’ astringente.
Le uve si vinificano in purezza o in uvaggio.
Il vino, di colore rosso rubino è ricco in tannino. Quando giovane evidenzia aromi tipicamente erbacei.
Nella vinificazione in purezza danno un vino poco acido, di giusto corpo, tannico, erbaceo nel profumo, fragrante.
Cabernet Sauvignon
Di origini bordolesi, giunse in Italia verso il 1800. E’ il vitigno rosso francese per eccellenza, in Italia quando si cominciò ad apprezzarne l’ottima qualità, la sua coltivazione si estese sensibilmente e spesso in unione al Franc. La fusione di queste due uve dà, infatti, un Cabernet di particolare personalità, nel quale si fondono la rusticità del Franc con la morbidezza del Sauvignon.
E’ il caso del Terre di Franciacorta DOC
rosso. L’abilità del produttore sta nella scelta del giusto taglio per far risaltare entrambi. Ha grappolo da piccolo a medio, cilindro-conico, alato. L’acino ha buccia nera, pruinosa, coriacea. La polpa è croccante con sapore speciale di frutto selvatico, leggermente astringente. Il vino è di colore rosso rubino, ha buon corpo e aroma leggermente erbaceo con sfumature di lampone. Con l’invecchiamento si ingentilisce, diventa fine ed elegante, sprigiona una nota di violetta che lo rende unico.
Merlot
Questa varietà si è diffusa in Franciacorta sempre più negli ultimi anni. É la varietà che conferisce equilibrio e rotondità ai Terre di Franciacorta rosso.
Vitigno solitamente di buona vigoria, la foglia di media larghezza è pentalobata di colore verde intenso, il grappolo è piramidale con acini piccoli, lucidi e neri. Pianta molto rustica, si adatta bene a diversi terreni. Il vino è di gusto molto pieno, basso di acidità e con profumi fruttati e speziati.
Barbera
Questo vitigno tipico del Piemonte è da sempre presente in Franciacorta. Vite rustica e robusta, con tralci grossi e vigorosi, ha una foglia piccola, caratteristicamente pentalobata con seni arrotondati e sovrapposti; il grappolo ha un tipico colore violaceo con acini ovali di buone dimensioni. Il vino è ruvido, tannico, con elevata acidità di spiccata personalità, è un vino ruspante. L’aroma dopo l’invecchiamento tende alla marasca, con note di violetta e di mammola. Proprio la sua rusticità lo rende un vino in grado di conferire un tocco di classe inconfondibile nelle annate migliori.
Nebbiolo
Il Nebbiolo è un vitigno tipico piemontese, presente col nome di Chiavennasca nella vicina Valtellina, è storicamente presente nei
vigneti Franciacortini. Pianta lussureggiante, robusta, e di facile adattamento. La foglia è lobata di colore verde scuro, il grappolo piramidale è caratterizzato da acini di colore scuro intenso. Vitigno di difficile coltura in quanto molto esigente dal punto di vista degli ambienti di coltivazione. Solo un’ottima interazione col sito di coltivazione consente di ottenere risultati di grande qualità che tale uva garantisce in altre aree viticole italiane di pregio (Barolo).
Il vino è tannico e acidulo, ricco in sostanze coloranti, l’invecchiamento porta alla grande valorizzazione del prodotto che assume un ventaglio di aromi ineguagliabile. |