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ABRUZZOL'AQUILA

 
L'Aquila - Pescara

Centro di rilievo sul piano politico-militare, lo divenne ben presto anche su quello religioso quando papa Alessandro IV nel 1257, fece trasferire l'antica sede vescovile da Forcona ad Aquila, intitolando la futura cattedrale ai S.S. Massimo e Giorgio. Nel 1259, colpevole di essere rimasta, fedele alla Chiesa nella contesa tra papato ed impero, fu punita e rasa al suolo da Manfredi, restò così abbandonata fino al 1266. Spentasi la dinastia sveva, per mano di Carlo I d'Angiò, L'Aquila si sottomise spontaneamente al nuovo conquistatore, riconquistando prestigio e preminenza. Nel 1272 Tancredi da Pentina vi edificò la "Fontana delle 99 Cannelle".
Nel 1273, il 29 agosto assisté all'ascesa pontificia del Santo eremita del Monte Morrone, Pietro Angeleri, che per sua volontà, fu incoronato Papa presso la basilica di S. Maria di Collemaggio con il nome di Celestino V, il Papa dantesco del "gran rifiuto". In quell'occasione L'Aquila accolse in sé oltre al numeroso popolo accorso per l'eccezionale evento, ai vari cardinali e dignitari di corte, anche Carlo Martello, Re d' Ungheria e suo padre Carlo II d'Angiò, che nello stesso anno stabiliva il distretto della città designandone i castelli di appartenenza. Libero comune, sviluppò i commerci dello zafferano e della lana, conquistando rinomanza europea.
Nel 1349 L'Aquila fu devastata da un violento terremoto ma fu nuovamente ricostruita. Fu l'avvio alla rinascenza, nel 1482 Adamo Rotwill, allievo del Guttemberg, vi impiantò una delle prime tipografie, assicurando larga diffusione di opere preziose. Anche la pia vita di Santi come S. Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano e S. Giacomo della Marca influì in questo periodo sul fervore della vita cittadina, fervore che però, con l'avvento della dinastia spagnola, cominciò a scemare fino a quando L'Aquila, sentendo ormai esaurire in sé ogni anelito vitale, si ribellò. Nel 1703 il più violento dei terremoti la rase al suolo: fu ricostruita dalla tenace volontà dei suoi abitanti, ma non riacquistò più l'antico splendore, sentì viva la causa della libertà e dell'unità d'Italia: gli aquilani parteciparono ai moti rivoluzionari sotto la guida di Pietro Marrelli che il 20 novembre del 1860 ospitò all'Aquila, nel Convento di San Giuseppe, il Mazzini in persona.

 

TURISMO
Orgogliosa già nel nome, l'Aquila è il capoluogo dell'Abruzzo e il centro della fiera regione montana, città d'altura fondata nel Duecento dall'unione di 99 borghi, l'Aquila ben conserva i suoi splendidi palazzi e chiese, come la splendida basilica di S. Maria di Collemaggio e il severo Castello che si staglia sullo sfondo del Gran Sasso, quasi a gareggiare con la mole del Massiccio. 
La città ha un passato ricco di storia, arte e cultura (è stata sede nel Quattrocento di una delle prime università italiane) e ha combattuto fieramente contro ogni tipo di dominazione, facendosi piegare solo da un tremendo terremoto nel 1703. 
Nelle vicinanze, si estende il Parco Nazionale d'Abruzzo, unico luogo in Italia dove si possano ancora vedere orsi e lupi, specie in via d'estinzione che vivono in una suggestiva zona di foreste, pascoli, vallate e radure. 
Sulmona, la patria del poeta Ovidio e dei confetti, il borgo medievale perfettamente conservato di Scanno, la turistica Pescasseroli, al centro del Parco, con i suoi impianti sciistici, sono gli altri luoghi di interesse turistico di una regione italiana tutta da scoprire. 
La zona del Gran Sasso e della Maiella, con centri attrezzati tra cui Roccaraso, Scanno e Rivisondoli, richiama molti appassionati di sport invernali.

DA VEDERE

Fontana delle 99 Cannelle
Situata a ridosso delle mura cittadine, è da considerarsi certamente un monumento singolare. Fu costruita, come vuole la lapide che si conserva sul posto, nel 1272 ad opera di Tancredi da Pentina su commissione del Capitano Lucchesiono, governatore regio. Attualmente ha forma trapezoidale, ma in origine si componeva del lato nord e di quello est (rispettivamente di fronte e a sinistra del visitatore) mentre il lato sud fu aggiunto più tardi, come dimostrano i caratteri rinascimentali della composizione. L'altro muraglione, in marmi bianchi e rosa, ha un disegno molto più semplice, ma complessivamente simile a quello di S. Maria di Collemaggio, e dovrebbe risalire alla seconda metà del XIV sec. 
La particolarità della fontana risiede nei mascheroni da cui sgorga l'acqua; essi rappresentano frati, teste virili e muliebri, cavalli ecc. e secondo la leggenda dovrebbero simboleggiare i 99 castelli che parteciparono alla fondazione della città. Alternati alle figure, si possono trovare fioroni molto comuni in Abruzzo tra il medioevo e il rinascimento. Importanti sono le quattro lastre poste nella parete centrale, tra le quali si trova quella che riporta la data di edificazione, e quella del restauro eseguito nel 1744 durante il quale fu selciato il piazzale. 
Casa di Buccio Di Ranallo
Casa trecentesca dove nel 1363 morì lo scrittore Buccio di Ranallo, autore di un poema dialettale di cui narra le vicende dell'Aquila. Sulla facciata ancora intatta, si aprono portali ad archi ogivali e caratteristiche bifore. 
Palazzo Dragonetti
Bellissima dimora signorile risalente alla prima metà del XV sec. Da via S. Giusta oltrepassando il bel portale durazzesco, si accende al magnifico cortile rinascimentale. Alle colonnine del cortile si sovrappone un doppio ordine di loggiato di cui l'ultimo trabeato. Il palazzo è da attribuire a Cipriano da Norcia, mentre il cortile è opera di Silvestro dell'Aquila. 
Torre Civica
Stemma cittadino. Il più antico esemplare di stemma cittadino in pietra scalpellata, è situato alla base della torre civica, affiancata al palazzo di Margherita d'Austria,ed edificata tra il 1254 ed il 1347, durante il regno di Roberto d'Angiò. Più volte danneggiato dai terremoti fu costruita più bassa nel 1838 ed attualmente misura 32 cm. Fin dal 1374 fu dotata di un complicato orologio da torre. 
Palazzo Centi
Fu eretto su progetto di Loreto Cicchi da Pescocostanzo nel 1776 per volontà di G. Lorenzo Centi esponente di una notissima famiglia aquilana. In stile pienamente barocco, anche se con elementi tardo manieristici, presenta in facciata un grandioso portale sormontato da una balconata in stile borrominiano articolata su linee curve e sorretta da sei colonne ioniche. Attualmente è sede del consiglio regionale. 
Palazzo Franchi
Attraverso un portale ogivale si entra nel bellissimo cortile rinascimentale di questo palazzo. Il colonnato del piano terreno è sormontato da una loggia costituita da colonne ioniche sorreggenti archi a tutto tondo.Allo scalone fa sfondo un elegante portale rinascimentale sormontato da una finestra quadripartita guelfa.
Amiternum 
A nord della città, queste rovine del teatro e dell'anfiteatro sono ciò che rimane dell'antica Amiternum, prima sabina e poi romana, famosa per aver dato i natali a Sallustio, famoso politico e storico romano, padre dell'arte della monografia
Il Castello 
A pianta quadrata, con robusti bastioni angolari, è circondato da un ampio parco dal quale si gode una stupenda vista sul Gran Sasso. Gli Spagnoli ne iniziarono la costruzione nel 1530, ma venne ultimato solo nel 1635. Ai tempi si trattava di una struttura all'avanguardia sia dal punto offensivo che difensivo
Basilica di S. Maria di Collemaggio 
Isolata nel verde, con la sua caratteristica facciata rettangolare in pietra rosa e bianca, è una delle più belle chiese romaniche d'Italia. Qui fu incoronato papa Pietro da Morrione, con il nome di Celestino V, il pontefice che "per viltade fece il gran rifiuto" secondo Dante e qui è sepolto, nella cappella alla destra dell'abside il religioso, canonizzato come San Pietro Celestino nel 1313.
San Bernardino
Domina la città da posizione sopraelevata e ospita il mausoleo del santo senese. La facciata è ancora quella costruita da Cola d'Amatrice (1527), anche se la chiesa è stata parzialmente distrutta dal terremoto del 1703. Il soffitto barocco, intagliato e dorato, adorno di dipinti, è del XVIII secolo, mentre una cappella custodisce una pala d'altare di Andrea della Robbia.
Santa Giusta
L'attrattiva principale della chiesa sono le splendide vetrate rosa ed un martirio di Santo Stefano (1615) del Cavalier d'Arpino. All'interno anche un sontuoso altare maggiore in legno dorato e un coro gotico intarsiato
Duomo 
Ricostruito dopo il terremoto del 1703, ha una bella facciata neoclassica. All'interno numerose tombe di personaggi della storia locale e una Disputa di Gesù tra i Dottori attribuita a Francesco da Montereale (sec. XV-XVI), mentre la prospettiva della finta cupola è di Venanzio Mascitelli (1828).
Museo Nazionale d'Abruzzo 
Ha sede nel Castello cinquecentesco de L'Aquila ed è interessante per l'eterogeneità della sua raccolta. Qui si possono ammirare opere d'arte romane e cristiane e la ricostruzione di un elefante preistorico ritrovato in città nel 1954. Le collezioni d'arte presentano per lo più opere di scuola abruzzese, mentre sono rappresentati anche lavori di Guttuso, Capogrossi, Cantatore
Museo di Storia Naturale 
Si trova poco fuori città, nel convento di S. Giuliano ed è raggiungibile con una breve escursione a piedi. Interessanti le sezioni dedicate alla biologia, alla mineralogia e alla paleontologia, mentre quella etnologico - artistica comprende oggetti provenienti da Siria, Egitto, Palestina e America Latina, oltre a reperti italici, etruschi e romani.

 

LA CUCINA
Fra le prime specialità gastronomiche aquilane vanno segnalati i sedani, grossi teneri e dolcissimi. Di assoluto rilievo nei primi piatti sono i maccheroni alla chitarra, tagliatelle a sezione quadrata che vengono bollite e condite con ragù di carne o salsa di pomodoro. Altre specialità sono la zuppa di cardi, gli gnocchetti al cacio e uova o le verdure stufate con formaggio. Per i più affamati c'è infine la "panarda", un impegnativo e gigantesco pranzo di oltre trenta portate

Chiesa di San Bernardino
Rovine del teatro e anfiteatro di Amiternum
Il Castello
Fontana delle 99 cannelle
Piazza Duomo

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