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BASILICATA MARATEA
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| Matera -
Potenza -
Maratea |
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Antica
città del Golfo di Policastro, avvolta da una cinta di monti innalzati sulla ridente valle, echeggiante il richiamo delle sue frazioni, e il solo
tratto della Lucania sul Mare Tirreno dove si estende, per circa 30 Km, fra il territorio della provincia di Cosenza e quello della provincia di
Salerno.
La nascita, pur non databile con assoluta precisione, si ricostruisce
attraverso inconfondibili tracce che, presenti già nel suo nome come in alcuni toponimi
(Calicastro, Racia, Profiti, Filacara, Santavenere), consentono di collocarla in un'epoca coincidente
a malta, prossima a quella greca, come recenti scoperte archeologiche sembrano confermare.
Mentre il nome e le origini rimandano sicuramente all'epoca della
colonizzazione greca, il più antico documento sulla città risale all'anno 1079 ed
è una bolla di Alfano I, Vescovo di Salerno. Nei secoli successivi Maratea avrebbe seguito le sorti politiche del meridione,
riuscendo, pero, sempre ad ottenere dalle dinastie succedutesi nel Regno di Napoli numerosi privilegi, attestanti un bisogno di liberta
compiutamente vissuta.
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LA
COSTA
Dalla sponda occidentale del fiume Noce, che rende ubertosa la piana di
Castrocucco, con il suo doppio raccolto di frutta e ortaggi, al canale di
Mezzanotte, che tende sul pauroso strapiombo (forse origine del nome) il filo del confine con la Campania, Maratea dispiega una
fascia costiera di suggestiva e rara bellezza, lungo la quale è possibile osservare, fra
l'altro, un complesso di otto torri quadrate strategicamente erette su punte e alture per
l'avvistamento e la difesa dalle incursioni saracene o corsare.
Variegata di scogli e secche, insenature e grotte (interessanti quelle di
Marina), di grandi e piccole spiagge, modellate quasi a misura umana, sabbiose o acciottolate, ferrigne o calcaree, la costa si merletta di pini,
ulivi, querce, carrubi ed elci, che spesso allignano chini sulle acque del mare come a volervi immergere la loro chioma sempreverde, per
trarne linfa immortale a perpetuare la benefica frescura. |
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IL
PORTO
Squarcio gioioso della scogliera, sullo sfondo di un pugno di case variopinte e appollaiate,
dove alloggiano i pochi pescatori e qualche turista, il Porto, antico centro di collegamento di Maratea e del suo retroterra con il resto del
mondo,ha conservato la prerogativa di rifugio per i vecchi pescherecci come per le moderne imbarcazioni, che numerose attraccano lungo il pennello di approdo.
Come adagiato sull'arenile, dove un tempo gli uomini asciugavano le reti e le donne intrecciavano i libani, raccoglie le voci e i suoni di un turismo di classe, che
ogni anno si ritrova davanti alle grosse padelle per la sagra del pesce. |
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IL
PAESE
Arroccato in posizione strategica su un fianco del Monte S. Biagio, ai piedi dei centenari carpini, guardiane ancora le tre torri - simbolo della Città - il paese si protende verso il mare, da cui non può essere avvistato, sotto il drappo vetusto dei rossicci tetti, merlati di comignoli e radunati dal tempo attorno al bianco campanile della Chiesa Madre e, come in un presepio, snoda da Capocasale gli stretti vicoli fino alle piazzette, mostrando
antichi archi, portali di pietra e consunte scalinate quali testimoni della propria storia.
Le molte Chiese, dove si conservano significative opere d'arte, le Cappelle, i conventi e il Monastero, le croci e gli obelischi, attestano il profondo spirito religiosa del popolo, che con la festa di
S. Biagio rinnova la fede al passo della tradizione, ripetendo ogni anno, nell'estasi primaverile della seconda settimana di maggio, un fastoso cerimoniale di liturgia, costume e folklore.
Portatrice di un vigoroso impulso culturale in tutti i campi, Maratea, sin dai tempi passati, ha sempre vissuto di luce propria, nel fervore di opere e iniziative, quali l'Istituto de Pino, nato come educandato musicale femminile o l'ospedale de Lieto, prima cellula dell'attuale complesso.
La versatilità della sua gente e il senso dell'arte traspaiono dai prodotti artigianali
e gastronomici, rivelatori dell'abilità manuale all'intreccio. Il gioviale atteggiamento degli abitanti è sicuro indice di
ospitalità e promessa di tranquille vacanze. |
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DA
VEDERE
Con la sua posizione dominante e inaccessibile e le sue fortificazioni, il
Castello, naturale osservatorio sull'incantevole scenario, è stato per più secoli il vero protagonista della storia di Maratea, cui ha assicurato libertà da vincoli feudali.
Nucleo della vecchia Città, di cui restano le rovine, ora è sentinella della Basilica di S.
Biagio, già tempio pagano dedicato a Minerva, che custodisce dal 732 il torace del
Patrono, scampato alla furia iconoclastica.
Di fronte al Santuario, sulla cima del monte, a picco sul mare, maestoso svetta nel cielo, avvolto nella sua tunica bianca, il
Redentore, sotto le cui braccia aperte nel segno della croce, si svolge il suggestivo spettacolo della natura.
La grande statua, rilucente nel superiore splendore delle schegge di marmo di Carrara che la ricoprono, contende il primato a quella del Corcovado di Rio de Janeiro.
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 | | Cristo
di Maratea |  | | Scorcio
della costa |
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| Il
porto di Maratea |
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