|
|
 |
|
|
|
|
|
BASILICATA POTENZA
|
|
|
| Matera -
Potenza -
Maratea |
|
|
|
La città ebbe probabilmente origine dopo la distruzione del villaggio neolitico di Serra di Vaglio, una zona a nord-est del capoluogo. Probabilmente gli abitanti di Serra di Vaglio si stabilirono, poi, intorno al secolo IV a. C. sulle rive del fiume Basento nei pressi dell'attuale zona periferica dove esiste un ponte chiamato di San Vito. Divenne nel periodo romano una Prefettura con il nome di "Potentia" anche se l'atteggiamento delle popolazioni lucane e di Potenza nei riguardi di Roma fu sempre di aperta ostilità. Non fu sottovalutata comunque la posizione geografica e strategica della città, che fu collegata, con l'apertura di strade militari, a molti centri limitrofi: per Oppidum con Venusia e per Anxia a Grumentum. Con la decadenza dell'Impero anche Potenza subì le invasioni barbariche: fu
saccheggiata dai Visigoti, poi fu aggregata al Ducato di Benevento e nel 1066 fu contea Longobarda. Dal secolo V divenne sede vescovile e nel 1111
Gerardo della Porta, poi proclamato Patrono della città, divenne vescovo. Nel secolo XIII si ebbero diverse violenti distruzioni come la
rivolta dei nobili contro Carlo I
d'Angiò (rase al suolo la città) e il terremoto del 1273 (distrusse la maggior parte dell'abitato). Con gli Aragonesi la città divenne contea e concessa a don Indico de Guevara. Fu a lungo governata da questa famiglia e soltanto nel 1604 passò al conte Loffredo, il quale aveva sposato Beatrice Guevara. Nella seconda metà del '600 tutto il Mezzogiorno d'Italia, divenuto Vicereame spagnolo, subì una degradazione politica e morale e, anche Potenza, fu teatro di moti di intolleranza popolare. Cessata la dipendenza della Spagna, nel Settecento l'Italia Meridionale salutò l'avvento dei Borboni, ma, dopo la vittoria di Napoleone, con la nascita della
Repubblica Partenopea (1799) ed i moti filorepubblicani, si creano nuove rivolte nella città che nel 1806 viene proclamata
capoluogo della Basilicata. Nonostante la Restaurazione e il ritorno dei vecchi sovrani gli echi liberali antiborbonici si fecero sentire anche a Potenza ed il 18 agosto 1860 fu proclamata l'unità del Regno d'Italia. E' in questo periodo, comunque, che si portano dei miglioramenti per le comunicazioni sia
stradali che ferroviarie (viene inaugurata la tratta Salerno - Potenza).
Infine ,dopo gli anni del fascismo,nel dopoguerra, con il ritorno alla vita democratica, la ricostruzione delle ferite della guerra e la comparsa all'orizzonte della Nazione di nuovi obiettivi, iniziava per Potenza la espansione urbana e la crescita di tanti nuovi poli di sviluppo civile e sociale, anche se questa crescita avviava la progressiva scomparsa di molte testimonianze del passato di questa città. |
|
|
|
DA VEDERE
Cattedrale di S. Gerardo
Costruita in uno dei punti più alti della città e anticamente dedicata alla Beata Vergine Assunta la chiesa attuale è in
stile neoclassico poichè venne ricostruita alla fine del XVIII secolo, per volere del vescovo Andrea Serrao (1783-1799), su progetto dell'architetto Antonio Magri, o Macri,
allievo del Vanvitelli.
La facciata ha un portale architravato con timpano, in pietra calcarea, e lo stemma del vescovo Bonaventura Claverio (1646-1672) inserito al centro dello stesso timpano.
L'ingresso principale della Cattedrale è preceduto da un'ampia gradinata semicircolare di restauro, mentre quello sul lato destro, sotto il campanile, ha un portale in pietra scolpita preceduto da uno pseudo protiro con timpano, sorretto da due colonne cilindriche rastremate con capitelli jonici, forse di epoca romana. Il portale è preceduto da una gradinata in pietra calcarea lavorata.
Nella Cattedrale è conservato un sarcofago di epoca romana nel quale, nel 1644, il vescovo Michele De Torres fece deporre i resti mortali di
San Gerardo.
Nel XIII secolo il vescovo Oberto fece fare una cappella a San Gerardo ed una statua lignea dorata del santo, nel 1250 ordinò la traslazione delle reliquie del Santo "in altro luogo, al presente incognito, dentro, però, la medesima chiesa".
Chiesa di San Francesco
La chiesa attuale ha l'impianto ad aula unica, molto allungata, conclusa da un'abside la quale è sottolineata da un arcone trionfale che reca motivi tardo gotici di ascendenza catalana. Tipologia d'impianto tipicamente
francescana. La navata è coperta con capriate lignee a vista di restauro. Le tre monofore ogivali a doppia strombatura che si trovano nella zona superiore della parete sinistra sono del XIII secolo. L'abside è arricchita da una monofora trilobata a doppia strombatura ed è coperta da una volta a crociera poligonale con costoloni in pietra raccordati ai pilastri, a sezione poligonale, mediante capitelli a cesti fogliacei stilizzati.
La tipologia della facciata a spioventi e la pietra lavorata faccia a vista sono elementi comuni a molte chiese francescane della regione. San Francesco è comunque caratterizzata da un portale in pietra calcarea di forme durazzesche con una pregevole porta in legno intagliato datato 1499. Sul lato sinistro della chiesa si alza il campanile, che si articola su quattro livelli con una parte basamentale, il primo piano con finestre di stile gotico, il manufatto si conclude con una cuspide di restauro che sostituì un piccolo tetto a padiglione coperto con un manto di coppi curvi. |
|
|
|
LA
CUCINA
La città di Potenza ha abitudini alimentari di eccezionale interesse. A tavola, oltre ai pregiatissimi salumi e latticini,
prevalgono i primi piatti: strascinati ai ravioli, lasagne e maccheroni caserecci, conditi con ragù di carne o con sughi vegetariani e spolverati con ricotta salata o pecorino piccante, che qui sostituiscono il grana.
|
|
 |
 | | Teatro
Stabile |  | | Portici
della chiesa di San Francesco |
 |
| Chiesa
di San Gerardo, particolare |
|