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CALABRIACOSENZA

 
Catanzaro - Cosenza - Reggio Calabria

Cosenza, capoluogo di provincia, sorge alle falde della Sila Grande, dove il fiume Busento confluisce nel fiume Crati. D’origine antichissima, risale all’epoca romana (Cosentia) nonostante il frequente alternarsi di diversi dominatori, si sviluppò maggiormente nel Medio Evo. Fu sotto le dominazioni dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, e degli Aragonesi occupata nel tempo delle invasioni barbariche da Alarico re dei Visigoti che qui morì e secondo una leggenda fu seppellito con i suoi tesori nel letto del Busento. Il centro storico distrutto a più riprese dai vari terremoti che colpirono la città, conserva tuttavia monumenti di notevole importanza come il castello arabo-normanno, la cattedrale e le chiese di San Francesco e San Domenico. La sua importanza culturale si ebbe con la creazione dell’Accademia Cosentina che ebbe tra i suoi principali componenti Bernardino Telesio, Aulo Gian Parrasio, i fratelli Martirano, Antonio Serra e altri che testimoniarono l’ingegno casentino.
Dal 1806 al 1815, culla della Carboneria, fu nota per la resistenza contro il predominio francese, ebbe i primi martiri nel 1813, seguirono i moti insurrezionali del 1821 e quelli del 1837 che preannunciarono il Risorgimento, culminando con il martirio dei Fratelli Bandiera, fucilati nel vallone di Rovito, dove sorge un monumento a loro ricordo.
Ricca di legname, con buone coltivazioni di agrumi, di olivi ed anche di cereali, ha grossi centri ad economia agricola come Cassano Ionio, Corigliano Calabro, Rossano, Castrovillari che ha pure miniere di salgemma e San Giovanni in Fiore, sono centri importanti anche Acri sulla Sila Greca, Paola e Amantea.
La Provincia comprende la catena Costiera ad Ovest, gran parte della Sila a Sud ed il versante meridionale del massiccio Monte Pollino a Nord offrendo cosi unici e meravigliosi panorami e zone turistiche invidiabili.

 

DA VEDERE

Duomo
Il Duomo fu costruito in forme romaniche verso la metà del sec.XII ed in parte rifatto dopo il 1184, in seguito ai danni di un disastroso terremoto.
Nella prima metà del secolo successivo fu completamente rinnovato nel transetto e nella decorazione plastica della facciata, secondo i modelli cistercensi e florensi rielaborati alla Sambucina e a S.Maria della Matina.
Nel transetto sinistro si trova la tomba di Isabella d’Aragona, moglie di Filippo III l’Ardito re di Francia, morta a Cosenza nel 1271 per una caduta nel fiume Savuto, mentre ritornava dal lontano Oriente attraverso la Calabria. 
Piazza XV marzo
Nella piazza il Teatro Rendano costruito nel 1909 ed il monumento a Bernardino Telesio.In alto domina il castello svevo mentre a destra si vede il palazzo sede della biblioteca civica e dell'Accademia Cosentina. 
La biblioteca, una delle più importanti del Meridione d'Italia,contiene circa 200 mila volumi con un grosso fondo di opere sulla Calabria.Vi si trovano oltre 60 incunaboli, corali miniati del secolo XVI e vari manoscritti, provenienti da famiglie private, dal XVI al XVIII secolo.
Palazzo Telesio
Sempre in piazza XV Marzo il palazzo Sersale detto anche Spiriti o Telesio con stemma in rilievo ed iscrizione della data - 1592 - la cui facciata è decorata con basamento e lesene a bozze. 
L'ingresso è su Corso Telesio ed è di particolare interesse l'androne con una volta a botte.
Palazzo del governo
Il Palazzo del Governo in Piazza XV Marzo sorge sulle rovine di un antico monastero di suore Domenicane, Santa Maria di Costantinopoli, che fu fondato nel 1711 dall'Arcivescovo Andrea Brancaccio.
La chiesa del monastero esiste ancora nei sotterranei del palazzo, con tre altari uno nella navata principale e due in quelle trasversali, in parte demoliti.
Palazzo dei Sersali
Da Via Gaetano Argento si arriva al Largo delle Vergini dove, adiacente al Monastero omonimo, c'è l'antico palazzo dei Sersali, che risale al XV secolo.
Arco del portale in stile durazzesco con finestre decorate in tufo e modanatura catalana.Sovrasta il portale lo stemma su lastra marmorea con scudo ed epigrafe (armi ed iscrizione di Gaspare Sersale). 
Nel 1539 vi soggiornò, nel corso della sua visita a Cosenza, l'imperatore Carlo Quinto.
Piazza Parrasio
Nella piazza Parrasio spicca il palazzo Arcivescovile o palazzo Cicala, che risale al secolo XV. Nel 1523 viene ceduto alla famiglia Ruffo Teodoli.
Fu sede anche dei gesuiti. Imponente il portone ad arco tondo, con grosse bugne, sovrastato dallo stemma.
Dal 1811 al 1819, ad opera dei Francesi venne usato come Sede dell'Intendenza della provincia di Cosenza.
Chiesa di San Domenico
La chiesa di San Domenico, fu fondata con l'annesso convento nel 1448, ad opera dei principi Sanseverino di Bisignano e rinnovata nel secolo XVIII.
Spicca in alto la bella cupola barocca, che fu rivestita di rame dopo l’ultima guerra. L'interno, gotico all'origine, nel '700 fu completamente trasformato e presenta sfarzose decorazioni a stucco. L'antico coro, separato nel '700 dalla navata, da cui vennero eliminate le cappelle, lascia intravedere i caratteri gotici .
Chiesa di San Francesco di Paola
La Chiesa di San Francesco di Paola, ubicata sulla riva destra del Crati, fu costruita con l'annesso convento a partire dal 1510 sul luogo di una precedente chiesetta dedicata a Santa Maria di Loreto. L'edificio originario nell'anno 1720 fu trasformato su disegno del napoletano Giovanni Calì. Nell'interno, a una navata, è ubicato vicino all'ingresso il grandioso sepolcro marmoreo di Ottavio Cesare Gaeta, datato 1593: al di sopra dell'urna, entro una nicchia, è collocata la statua di un guerriero mentre alle basi delle paraste è visibile lo stemma della famiglia Gaeta
Complesso di San Francesco d'Assisi
Il complesso monastico di San Francesco d'Assisi rappresenta il monumento più importante di Cosenza dopo il Duomo.
Costituito dal convento dei frati minori e dalla chiesa, fu costruito nel 1217 dal Beato Pietro Cathin, seguace di San Francesco.
Il chiostro è quadrilatero con cinque arcate ogivali su pilastri prismatici per ogni lato (sec. XIV-XV).
Castello Svevo
Il Castello medievale normanno - svevo sorge sui resti della rocca Bretia, che fu elevata dai saraceni in cima al colle Pancrazio, dopo il terremoto del 1184.
Fu ricostruito dai Normanni e poi modificato dagli architetti di Federico II. Altre modifiche furono apportate dagli Angioini. E' a pianta rettangolare con avanzi di torri tra cui spicca quella ottagonale (sec.XIII) dimezzata rispetto all'altezza originaria.
Palazzo Arnone
Fu costruito dal tesoriere Bartolo Arnone ai primi del XVI secolo. Più tardi - nel 1558 - fu venduto al Demanio e vi si stabilirono le carceri.Il palazzo presenta un maestoso androne con volta a botte su cui è dipinto un grande affresco con lo stemma del Reale di Napoli (1755).
L'edificio, oggi restaurato, è destinato al Museo civico ed alla Sede della Sovrintendenza ai Monumenti della Calabria.

 

LA CUCINA
Nelle campagne circostanti vengono prodotte cervellate e capocolli (insaccati di maiale), che vengono consumati come antipasti. Fra i primi piatti meritano particolare attenzione i maccheroni preparati a mano e conditi con ragù di maiale e le celebri sagne chine, piatto simile alle lasagne con ripieno di formaggio. Molti sono i piatti a base di melanzane e anche il capretto svolge un ruolo da protagonista.

Castello Normanno Svevo
Palazzo Arnone
Complesso di San Francesco
Palazzo Telesio

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