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DA
VEDERE
Paese Abbandonato (Pentedattilo): Il paese di Pentedattilo sorge ai piedi di una formazione montuosa dalla caratteristica forma di una mano. Insediato anticamente, il paese venne evacuato negli anni cinquanta in quanto c'era il pericolo degli smottamenti, ma ancora oggi mantiene intatta la sua configurazione.
Duomo
Il Duomo di Reggio Calabria è considerato un po' il simbolo della città. Il suo aspetto maestoso, imponente, ma allo stesso tempo "solare", lo distingue da ogni altro edificio monumentale. Pochi, forse, sanno che la prima realizzazione del Duomo risale ad oltre cinque secoli fa, e che, dopo innumerevoli restauri e riparazioni, la sua ultima riedificazione, dopo il terremoto del 1908,
fu realizzata nel 1928. All'interno custodisce la colonna di S. Paolo, accesa miracolosamente dal Santo come fosse un cero, alcune tombe del 1500/1600, sculture di F. Jerace, tele del 1600 di autori siciliani e un tesoro ricco di opere di oreficeria. Accanto al tempio, nel corridoio dell'auditorium di S. Paolo, sono state recentemente esposte molte lapidi provenienti dai ruderi della vecchia chiesa.
Santuario di Sant'Antonio
Il Santuario sulla Collina degli Angeli è situato in posizione incantevole. L'edificio è in stile gotico moderato. La facciata è divisa in tre settori, decorata da un ricco rosone. Alti e snelli svettano due campanili terminanti a guglia, sormontati da una croce di ferro battuto. L'interno del Santuario è a croce latina, a tre navate, che terminano con tre absidi. Le navate laterali si interrompono al transetto, quella centrale termina con il presbiterio e abside circolare. In fondo, sull'altare maggiore, in zona sopraelevata, in un artistico tempietto marmoreo, è posta la statua di Sant'Antonio, vi si accede attraverso due scale laterali. La decorazione è ricca di colori preziosi, la mistica architettura crea luce e spazi per la preghiera.
Ai lati dei presbiterio si aprono due porte sovrastate da artistici mosaici; quello di destra raffigura Don Orione, quello di sinistra San Francesco di Paola. Sul transetto si erge una cupola di forma rettangolare, che richiama nelle sue linee quella del Brunelleschi in Santa Maria del Fiore a Firenze.
Il portale centrale immette in un breve corridoio con sopra la tribuna riservata ai cantori e all'organo; vi si accede attraverso una scala a chiocciola posta a destra. A sinistra è situato il motivo iconografico del mondo cristiano, un grande crocefisso di legno. Il pavimento è in marmo, il soffitto è ad archi incrociati.
All'inizio della navata di sinistra si trova la tomba del Canonico Salvatore De Lorenzo, le cui spoglie sono state traslate nel 1952. Gli aspetti fondamentali della sua figura sono stati magistralmente sintetizzati e resi plastici nel ritratto bronzeo che lo scultore Francesco Triglia ha realizzato per la lapide.
Più avanti, nella navata di destra, si trova la statua di San Pietro in gesso dipinto di nero. Tutto l'interno è arricchito da artistiche vetrate e belle pitture che raffigurano scene della vita di Sant'Antonio e di Don Orione.
In fondo si trova l'antico altare in marmo variamente colorato, col frontespizio ricoperto da bassorilievi di grande efficacia artistica e decorativa. La Via Crucís è rappresentata da artistici quadretti in legno; una pregevole statua lígnea dello scultore Flavio Pancheri, si trova nella navata di sinistra. Tutto l'insieme del Santuario è opera di pregevole architettura. Il ritmo cromatico si fonde mirabilmente con l'atmosfera del Tempio, con l'Altare del grande Taumaturgo.
Basilica dell'Eremo
La data di origine del Santuario di Maria SS. della Consolazione, detta anche l’Eremo, è incerta, forse posteriore al 1532, anno in cui i Padri Cappuccini arrivarono a Reggio Calabria per fondarvi la comunità.
La moderna chiesa attuale, costruita su progetto dell’arch. Anna Anastasi Sbarracani, contiene la tavola della Madonna della Consolazione, opera del pittore Nicolò Andrea Capriolo risalente al 1547, posta dentro un’elevata pala bronzea. Nel tempio è custodita pure la Vara processionale in lamina d’argento sbalzato su anima in legno, opera napoletana del XVIII–XIX secolo.
La festa, che si celebra il secondo sabato di settembre con grande partecipazione popolare, è profondamente sentita e una grandiosa processione si svolge con la discesa dell’icona dall’ Eremo al Duomo, dove durante la sua permanenza si rinnovano antiche tradizioni tra le quali l’offerta del cero votivo che l’Amministrazione Comunale offre a nome del popolo reggino per voto fatto nel 1636, e rinnovato nel 1657, nel corso di una solenne Messa Pontificale. La chiesa inaugurata l’ 8 dicembre 1971, è stata elevata a Basilica Minore nel 1972.
Chiesa degli Ottimati
La chiesa degli Ottimati si presenta come un agile edificio di culto, di gusto orientalizzante (con cupola rosseggiante), con, all'interno, una pregevolissima pavimentazione musiva cosmatesca, ricostruita con elementi provenienti dall'impiantito
romanico - normanno a mosaico della distrutta Cripta della Chiesa di S. Gregorio Magno, detta degli Ottimati (sec. XII), e in parte anche con elementi derivati dalla distrutta Abbazia basiliana di Santa Maria di Terreti (sec. XI).
All'interno si possono ammirare anche:
- I fusti di colonne di spoglio, in marmo greco, provenienti anch'essi dalla Chiesa medievale degli Ottimati;
- L'iscrizione marmorea evocante l'origine e lo sviluppo della Congregazione dei Nobili Ottimati di Reggio;
- L'Annunciazione di M. V. (la Vergine e l'Angelus), grande pala d'altare tardo-rinascimentale (su tela), opera giovanile di A. Ciampelli
(1597);
- Il grande Crocifisso ligneo novecentesco.
La Chiesa originaria era una costruzione bizantina a pianta centrale, che presentava analogie con la Cattolica di Stilo e il S. Marco di Rossano.
Castello Aragonese
Del grande castello di Reggio Calabria restano solo due torri e la cortina che li collega. Gli ultimi rifacimenti furono ordinati da Ferdinando d’Aragona nel 1458. Purtroppo, durante la ricostruzione della città dopo il sisma del 1908, gran parte della fortezza, quella che insisteva dove ora sono Via Aschenez, il convitto e il Liceo "Tommaso Campanella", venne demolita.
Le origini della fortezza sono assai remote e sconosciute. Di certo si può dire che esisteva già nel sec. XI. Ma è assai probabile che già esistesse nel IV-V sec. d.C.. Innumerevoli sono gli episodi legati al castello. Poteva ospitare al suo interno più di mille persone e più volte salvò i Reggini che vi si rifugiarono in occasione delle scorribande
di Barbanera, 1519, e nel 1545 di Barbarossa. È stato il simbolo del potere di tutte le dominazioni, dai Bizantini in poi.
Fino agli anni ’70 del XX secolo ha ospitato l’osservatorio geofisico della città. Nella via
F. Acri, che è vicinissima al castello e sbocca sulla piazza, vennero alla luce i resti di una cisterna romana di forma ellittica, probabilmente il serbatoio idrico della città.
Recentemente il Castello è stato restaurato dopo che, a causa di alcuni lavori di ristrutturazione, aveva subito un crollo parziale.
Fortino di Pentimele
Il fortino sulla collina di Pentimele, dominava la città a metà del XIX secolo. Fu ricostruito e riadattato dopo i moti del 1847 per mettere un freno alle simpatie liberali e rivoluzionarie dei patrioti reggini.
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