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CAMPANIACASERTA

 
Caserta - Napoli - Salerno
Costa Amalfitana

È situata nella zona settentrionale della Campania, 20 Km a Nord-Est di Napoli ed ai margini della pianura del Volturno.
Tanto la collocazione geografica naturale che la ragnatela autostradale che la circonda ne fanno un po' il baricentro dell'Italia Meridionale.
La vicinanza a Napoli consente anche di raggiungerla facilmente in aereo facendo scalo a Capodichino, ed utilizzando poi mezzi pubblici o treni locali.
Caserta si presenta come una cittadina media, tranquilla, e con il vantaggio di avere Napoli a qualche decina di chilometri. Ha una caratteristica particolare: si distingue in due zone notevolmente differenti tra di loro.
Accanto, difatti, al centro cittadino della pianura, sviluppatosi per lo più per esigenze turistiche intorno alla Reggia borbonica, troviamo la Caserta collinare, a 400 metri sul livello del mare, che conserva ancora intatte le caratteristiche di borgo medievale. Anche tra le due tipologie di abitanti, il casertano purosangue di antica estrazione e quello sopravvenuto per interessi turistici e imprenditoriali, sembra esserci un divario secolare.
In una sola giornata, quindi, il turista può passare in un itinerario ridotto tra esperienze storiche diverse e lontane: dalla Caserta borbonica e settecentesca, e quella dell'anno Mille, che evoca imperatori, conti e feudatari.
Le prime popolazioni latine che vissero in Caserta la battezzarono con il nome di "Saticula", tramutatosi poi, ad opera dei Romani, in "Casa Hirta".
Nel Medioevo, fu protagonista dell'alternarsi di Longobardi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi.
Nel 1751 Carlo III di Borbone e Amalia di Sassonia scelsero la città come residenza reale, e commissionarono all'architetto Luigi Vanvitelli i lavori di costruzione della Reggia, che ebbero fine nel 1774.

 

DA VEDERE
Per quello che riguarda la Reggia Borbonica del tardo XVIII secolo, è pressochè inutile suggerire delle priorità: questa è un maestoso e abbagliante spettacolo totale, da assaporare tappa per tappa, sia per quanto concerne le sale interne che gli immensi giardini, contornati da suggestivi giochi di fontane.
E' di notevole interesse storico anche il borgo medievale di "Casertavecchia", in cui, tra vicoli acciottolati di sapore antico, si ammirano i resti dell'antico Castello del IX secolo e la Cattedrale del XII secolo.
Da segnalare, inoltre, le rovine di un glorioso anfiteatro romano nella vicinissima Santa Maria Capua Vetere, presso le quali è anche custodito uno dei più rari e meglio conservati monumenti del culto al Dio Mitra.

La Reggia
La storia della Reggia ha inizio il 28 agosto del 1750, quando Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie da 16 anni, acquista dagli eredi della famiglia Caetani Acquaviva il territorio pianeggiante, ai piedi dei Monti Tifatini, dove si trovavano un piccolo villaggio ed una torre piramidale, un "torrazzo", precisamente. 
Una città nuova, insomma, della quale il Palazzo Reale costituisse il centro propulsore ed amministrativo. Fu proprio dal Papa - Benedetto XIV - che Carlo di Borbone, destinato a salire al trono di Spagna col nome di Carlo III, ricevette il consenso e l'autorizzazione ad assumere un architetto napoletano, di origine olandese, che stava lavorando alla preparazione del Giubileo del 1750: Luigi Vanvitelli. Nel 1751 il progetto fu ufficialmente presentato al re, del quale ottenne consenso ed approvazione. Nel 1773 moriva Luigi Vanvitelli e la costruzione non era ancora ultimata; soltanto nel 1847, a distanza, quindi, di quasi un secolo dalla posa della prima pietra, veniva ultimata la Sala del Trono: l'opera poteva considerarsi compiuta, anche se con qualche rimaneggiamento rispetto all'originario disegno vanvitelliano, dovuto non tanto alla morte del grande architetto, cui era succeduto il figlio, chiamato Carlo in onore del sovrano, quanto al "diminuito interesse" (come scrive il Soprintendente Jacobitti) scaturito dalla partenza di Carlo di Borbone e dagli impegni spagnoli che lo distraevano dal ricordo e dalla nostalgia della "sua" Napoli e della "sua" Caserta. Un impianto urbanistico che regge perfettamente anche oggi, a distanza di oltre due secoli dalla sua progettazione, e che tuttora esalta la funzione del Palazzo Reale e del suo Parco. Struttura polifunzionale nel progetto vanvitelliano, la Reggia doveva comprendere, oltre agli alloggi reali, gli alloggiamenti della truppa, gli uffici amministrativi, la cappella, il teatro: dei 1.200 vani soltanto 134, infatti, erano destinati alla famiglia reale. 
La Reggia di Caserta appartenne alla Casa Borbone per oltre un secolo: dal 1752 al 1860, anno in cui passò ai Savoia. Un decreto ministeriale la attribuì al demanio dello Stato Italiano nel 1919. La vicenda della Reggia di Caserta si sovrappone perfettamente al tracciato storico degli oltre due secoli della sua vita. Nel luglio del 1994, infine, ospitò per una cena offerta dal Presidente della Repubblica i Capi di Stato in occasione del Vertice G7. Nel Museo dell'Opera, allocato nella Reggia, possono essere ammirati i disegni originali del Vanvitelli ed avere una veduta d'insieme e completa dell'opera come egli l'aveva immaginata; mentre la visita alla Reggia ed al Parco è paradigmatica per constatare, vivendone gli spazi, quanto grandiose siano state le intuizioni del genio vanvitelliano.
Palazzo Vecchio
Nel corso dei secoli ha subito radicali modifiche. Su questa superficie furono costruite cinquantatré stanze. i camerieri di corte alloggiavano in altre settantasette stanze comunicanti fra loro tramite un corridoio posto nel mezzo d'ogni ala del fabbricato. A causa delle molteplici modifiche l'edificio non presenta caratteristiche particolari, tuttavia, la torre medievale inglobata nella parte nord-est è ancora individuabile. 
La Cattedrale
L’attuale edificio si trova su di una precedente chiesa dedicata all'Annunziata, facente parte del convento del Carmine. La Cattedrale fu ultimata negli arredi nel 1837 dall’architetto Pietro Valente. La facciata presenta due ordini, con pilastri ionici al primo e corinzi al secondo e alla sommità un timpano. La navata centrale presenta un soffitto piano a lacunari in gesso, fissato alle capriate lignee di copertura. Le navate laterali e l'atrio d'ingresso sono coperti con volte "a gaveta". Delle due cappelle adiacenti al presbiterio, che costituiscono il fondale delle navate laterali una è dedicata al Sacramento e l'altra alla Addolorata.
San Giovanni Battista
La ristrutturazione si era resa necessaria in quanto la costruzione era stata invasa dall'ampliamento delle cappelle della vicina chiesa dell'Annunziata avvenuto nel corso del '700, che ne aveva ridotto lo spazio, non più funzionale alle esigenze del culto. Presenta un piccolo campanile sul lato sinistro. Sopra il vano d'accesso alla chiesa si trova una cantoria; alle pareti due laterali due nicchie con due gruppi scultorei, dono di Ferdinando Il, che rappresentano "L'incredulità di San Tommaso" e "L'apparizione di Gesù alla Maddalena".
Palazzo Paternò
L'edificio è stato costruito nel 1775 su committenza del marchese Lorenzo Paternò per il figlio Vincenzo Progettista l'architetto Gaetano Barba. Lo scalone di accesso ai piani superiori, sul lato destro dell'atrio, rappresenta l'elemento più carattenstico dell'architettura intenia dell 'edificio, arricchito da decorazioni a stucco tipicamente tardosettecentesche.
Chiesa di Montevergine
La chiesa è datata anno 1636, come si legge all'ingresso. Nelle sue adiacenze il 1 ottobre 1860 vi fu uno scontro tra le forze borboniche ed i garibaldini. Costruzione religiosa di piccole dimensioni a pianta rettangolare che ricorda le chiese campestri con annesso romitaggio. Ubicato al termine di un asse viario rettilineo che conduceva all'attuale piazza Vescovado e proseguiva fino alla chiesa di S. Sebastiano, questo edificio segnava il limite orientale della struttura urbana del villaggio Torre. Alle sue spalle confluivano le strade provenienti da Maddaloni, dalla vicina FaIciano, da Casertavecchia e dalle borgate di Tuoro e Garzano. L'elemento architettonico di rilievo è la facciata, dalle linee classiche, conclusa da un timpano e scandita da coppie di lesene collocate ai lati dell'ingresso. Il rilievo a stucco, collocato sull'ingresso raffigura la Madonna tra i Santi.
Opera Salesiana
Negli inizi dell’Opera Salesiana incontriamo tre persone: Don Rua, M.lle Lasserre e la principessa Maria Immacolata M.I. di Borbone. M.lle Lasserre, il 14/6/1845, offrì a Don Rua duemila franchi per la costruzione, a Caserta, di un complesso salesiano. Don Rua ne informò il Vescovo di Caserta Mons. Sull'altare maggiore è conservato il grande quadro di Maria SS. Immacolata, commissionato da San Giovanni Bosco e portata da Torino a Caserta da Don Rua. Il presbiterio è coperto da una cupola emisferica, la navata centrale e il transetto sono coperti da un soffitto a cassettoni. 
Sant'Agostino
Il Complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri Agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Nel 175O Luigi Vanvitelli apportò alla Chiesa un notevole rifacimento utilizzando parte dei materiali pregiati della Reggia. La chiesa di S. Agostino diventata Parrocchia di S. Sebastiano in seguito all'incendio della chiesa del santo patrono di Caserta. Caratteristiche sono le "gelosie" poste nel presbiterio e nelle parti laterali. La chiesa conserva opere di Giacinto Diano, di Domenico Mondo, di Bardellino e di Antonio Dominici.
Palazzo al Boschetto
Il palazzo al Boschetto, di rilevante interesse storico-artistico, costituisce una rara e preziosa testimonianza della Caserta preborbonica. Fatto costruire da Andrea Matteo Acquaviva, nel periodo in cui egli fu principe di Caserta (1594-1634), l'edificio quale residenza suburbana, fu luogo destinato allo svago e al divertimento. Negli affreschi del palazzo al Boschetto, Belisario Corenzio ha affrontato, con freschezza narrativa, vivacità espressiva e colori chiari e luminosi, temi religiosi e mitologici (scienze e virtù, le fatiche di Ercole, la storia di Giuditta e quella di Susanna, il paradiso terrestre, Saturno e le 4 stagioni in un sincretismo intellettualistico di origine ancora rinascimentale, che possiamo attribuire allo stesso committente, persona colta e raffinata. 
San Francesco di Paola
La chiesa di San Francesco di Paola, sita nella periferia del comune di Caserta, sorge presso il parco della Reggia di fronte al bosco vecchio. Nel 1809 il convento venne soppresso e trasformato in ospedale militare. Le caratteristiche strutturali mostrano un conventino tipico delle costruzioni dei Frati Minimi formato da un chiostro, sul quale si aprivano cinque bassi, una cucina e l'ingresso della cantina, della sagrestia e del giardino. Al piano superiore vi erano in tutto tre corridoi e ventidue stanze, un "retret" ed il coro della chiesa contigua. Alle pareti troviamo varie lapidi dedicate a Luigi Vanvitelli.
San Vito Martire
Sull'attuale piazza antistante la chiesa vi era nel 1070 già una chiesa dedicata alla Vergine Assunta, circondata da un atrio (o Cimeterio). Il soprastante salone era una navata della chiesa stessa. Il 3 ottobre 1852, parroco don Giacomino Menditto, fu costruita l'attuale chiesa. La chiesa è abbastanza grande e molto luminosa. Vi sono 5 altari, di cui uno maggiore e 4 posti lateralmente. Della chiesa vecchia rimane solo un salone utilizzato come sede della congrega del Santo Rosario. La consacrazione dell'attuale Chiesa avvenne l’11 novembre 1858. Fu visitata, mentre era in costruzione, dal re Ferdinando Il unitamente alla regina Maria Teresa D'Austria. Vi sono numerose tele, alcune delle quali restaurate recentemente da un valente artista. Altre tele sono state asportate.
Sant'Antonio
Il complesso fu ampliato e trasformato nel corso dei secoli prima dai Conventuali (XVII secolo) e poi dai Carmelitani (XVIII secolo) fino a che soppresso nel decennio francese, fu incamerato nei beni della Reale Amministrazione del Sito di Caserta ed affidato ai padri Liguorini con Decreto Regio del 30 luglio 1823. La successiva ricostruzione della chiesa avvenne nel periodo della restaurazione borbonica. Attualmente sono sede della Scuola Media P. Giannone, il cui cortile conserva ancora tracce degli archi tompagnati dell'antico chiostro. La chiesa è stata eretta parrocchia nel 1973.

 

LA CUCINA
Caserta ha sviluppato una tradizione gastronomica fatta sia di piatti semplici e popolari come la pizza, sia di glorie della tavola, come il sartò di riso (timballo di riso imbottito con polpette, salsiccia, mozzarella, funghi e altro ancora) o le lasagne di Carnevale (piatto a base di salsiccia e formaggio che viene consumato durante il Carnevale). 

La Reggia, vista esterna
La Reggia, sala del trono
La Reggia, vasca di Eolo
Cattedrale

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