DA
VEDERE
Reggia di Capodimonte
Domina dall'alto Napoli. Nasce nel 1738 come dimora estiva dei re Borbone ed oggi offre alla città la possibilità di vestire di nuovo il rango di capitale, se non d'Italia, della cultura, del pensiero e delle idee, come al tempo dei Borboni. Gli splendidi arredi della reggia, il salotto di porcellana di Capodimonte realizzato "alla cinese" le splendide collezioni di ceramiche di Capodimonte, la collezione Farnese, ricevuta da Carlo di Borbone in eredità dalla madre Elisabetta Farnese, eminente famiglia Viterbese, costituiscono un patrimonio inestimabile, fatto di tremila pezzi di scuola emiliana, fiamminga, toscana e romana. Nel vasto parco, che offre una stupenda vista sul golfo, si trovano la fabbrica di porcellane di Capodimonte ed una splendida fontana.
Teatro S. Carlo
Con il suo ingresso davanti alla Galleria Umberto, è uno dei teatri d'opera più conosciuti al mondo. Riccardo Muti lo ha definito "il più bel teatro del mondo".
Castel dell'Ovo
La sua mole imponente domina il lungomare di via Partenope. Sulla sua area, uno scoglio tufaceo poi collegato alla terraferma, sorgeva anticamente una dipendenza della villa del patrizio romano Lucio Licinio Lucullo; alla fine del quinto secolo vi si formò un cenobio di monaci
basiliani. Nel dodicesimo secolo vi sorse una rocca poi ampliata dai Normanni e dagli
Angioini.
Castel Nuovo
Più conosciuto come Maschio Angioino (1279) domina con la sua mole trapezoidale e con le possenti torri, il golfo. L'arco di trionfo che fa da monumentale ingresso al castello, ricorda l'entrata a Napoli di Alfonso I
d'Aragona (1443). Attualmente è sede del Municipio di Napoli.
Castello di S. Elmo
Una veduta familiare di Napoli, che domina dall'alto della collina di S. Elmo. Al tempo dei Normanni qui esisteva una torre di avvistamento denominata di Belforte.
In parte scavato nel tufo, le sue poderose cortine svettano sul colle chiamato anticamente Paturcium, dominando la città. Il suo primo nucleo fu costruito nel 1329, sotto Roberto
d’Angiò. La prima pianta del castello doveva essere rettangolare a tre piani con una torre quadrangolare. ora a forma di stella allungata a sei punte, è circondato da bastioni e fortini di forma ed epoca diverse.
Palazzo Reale
Oltre alla bellezza della struttura è da visitare per ammirare l'appartamento storico, ricco di porcellane, quadri, affreschi, mobili, arazzi ed oggetti d'arte. Dai suoi giardini una stupenda vista sul golfo.
Porta Capuana
L'arco di trionfo quattrocentesco in marmo di Carrara, nella zona dei Tribunali, è compreso tra due torri Aragonesi dette dell'onore e della virtù. Tra i materiali di costruzione, oltre al tufo, è stato impiegato anche il piperno, roccia vulcanica proiettata, sotto forma di lapilli, dal Vesuvio in mare ed ivi sedimentata, usata per molti dei monumenti di Napoli.
E' una delle porte storiche meglio conservate della città.
Galleria Umberto I
Il passaggio elegante di Napoli, dalla volta incastonata con pregevoli ceramiche di
Capodimonte, è una gioia per la vista. Al centro, durante le festività natalizie, è possibile ammirare un magnifico presepe napoletano.
Piazza Plebiscito
E' il cuore della Napoli monumentale, con la sua forma ad anfiteatro. Ai piedi della collina di Pizzofalcone, la Basilica di S. Francesco di Paola, e in fronte la facciata del palazzo Reale, nelle cui nicchie 8 statue di re, con i loro atteggiamenti, hanno suggerito al popolino napoletano un colorito dialogo, lo scorcio del golfo dominato dal Vesuvio e l'ingresso alla galleria Umberto, possono considerarsi un colpo d'occhio unico al mondo.
Piazza Bellini
Angolo caratteristico, paragonato da alcuni a Montmartre, ricco di caffè all'aperto, è uno dei luoghi più frequentati ed animati di
Napoli. Ai piedi del monumento a Bellini uno scavo ha riportato alla luce un tratto delle mura greche. Poco distante, in via Costantinopoli si trovano famose librerie che vendono edizioni rare, stampe, cartoline e libri antichi. Al Numero 98 il seicentesco palazzo Firrao. Sul timpano, sopra l'arco d'accesso, le due allegorie della Magnanimità (cornucopia piena di frutti) e della Liberalità (cornucopia piena di monete e gioielli).
Museo Nazionale di S. Martino
Ospitato nella splendida Certosa rinascimentale al Vomero, è suddiviso in tre grandi sezioni, storica , artistica e monumentale. Vi sono raccolte preziose testimonianze della storia della città.
Museo Archeologico Nazionale
Vi sono custoditi, tra l'altro, i reperti provenienti da Pompei e da Ercolano, le città sepolte dall'eruzione del Vesuvio dell'anno 79 d.c.
Istituto Italiano di Studi Storici
Fondato da Benedetto Croce nel 1947 si trova a Palazzo Filomarino, dove morì nel 1952 il filosofo Benedetto Croce (Piazza S. Domenico) che affermava: "Qui c'è la cultura dell'agorà: l'andare a zonzo nelle piazze a parlare, discutere. Le mie idee rimbalzano sulla testa del mio interlocutore e mi ritornano amplificate. E' il fenomeno che io chiamo della risonanza creativa."
San Francesco di Paola
La Basilica barocca di marmo bianchissimo dalla caratteristica cupola a calotta e con un semicolonnato che ricorda San Pietro, all'interno riproduce la struttura del Pantheon romano. Uno dei più caratteristici edifici religiosi di Napoli, chiesa della nobiltà e poi della borghesia, più che del popolo.
Monastero di Santa Chiara
Si raggiunge percorrendo via Toledo, una delle strade più famose di Napoli, e piazza della Carità, e via Morgantini. Il monastero fu eretto nel 1310, trasfigurato con una decorazione barocca nel 1700 e distrutto, quasi completamente, dai bombardamenti del 1943. I resti di alcune tombe e la base del campanile sono ciò che rimane dell'edificio originale. Fu ricostruito ripristinando il progetto trecentesco. La parte inferiore del campanile conserva un'iscrizione, originale, a caratteri gotici. La dimensione permette di considerare il monastero una struttura fortificata. Il muro di cinta del complesso fu allineato ad oriente con il tracciato della murazione romana, con due porte, una ad oriente ed una a settentrione. Il chiostro era maiolicato.
Duomo di Napoli
Nel Duomo si notano, addossate alle tre navate, 110 colonne antiche e la cancellata in bronzo che delimita la cappella di S. Gennaro, patrono di Napoli. La statua del santo si trova dietro l'altare maggiore e, sotto di essa il suo cranio e l'ampolla del sangue che, in maggio e settembre si liquefa, durante una cerimonia religiosa molto
suggestiva. La costruzione del Duomo fu voluta da Carlo I d'Angiò, proseguì durante il regno di Carlo II (1285-1309) e fu completata nel primo ventennio del trecento dal Roberto
d'Angiò.
Maschio Angioino
È la perla di piazza Municipio, di fronte al porto. Costruito nel tredicesimo secolo dagli
angioini, fu totalmente rifatto dagli aragonesi. Restaurato più volte. Tra gli ambienti più interessanti, la Cappella palatina o di Santa Barbara e la Sala dei Baroni, dove si svolgono i lavori del consiglio comunale. Splendido l’arco di trionfo, che celebra l’ingresso a Napoli di Alfonso I d’Aragona, il 26
febbraio 1443.
Castel Capuano
Da secoli sede dei Tribunali, prese il nome dalla vicina Porta Capuana. Fondato nella seconda metà del dodicesimo secolo da Guglielmo I detto il Malo, fu ampliato da Federico II di Svevia e restaurato e fortificato da Carlo I
d’Angiò.
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