DA
VEDERE
Il centro storico della città, che si estende su di una superficie di circa 40 ettari,
è uno dei più interessanti, sotto il profilo artistico, architettonico e culturale, dell'intera Italia
meridionale.
Salerno è sede di una grande università, con tutte le facoltà umanistiche e molte facoltà scientifiche, tra cui il corso di laurea, di recente costituzione, in Scienza delle Comunicazioni.
L'Università di Salerno, dopo quella di Napoli, è la seconda di tutto il Mezzogiorno d'Italia, raccoglie circa 40.000
studenti.
La città è ben collegata con il resto del Paese e con l'Europa: l'autostrada Napoli/Salerno e Salerno/Reggio Calabria; il raccordo Salerno/Avellino/Caserta collegato con Napoli, Foggia e Bari; la ferrovia collegata sulla direttrice Napoli-Roma, Salerno-Reggio Calabria, Salerno-Potenza-Taranto; i servizi di autolinee con una fitta rete di collegamenti su tutto il territorio regionale; l'aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino dal quale esistono voli quotidiani per le maggiori città europee; i collegamenti marittimi via aliscafo e traghetto con le principali località costiere e con le isole della Campania.
Sul piano culturale la città è ricca di occasioni ed iniziative. Il Teatro Municipale G.
Verdi, opera della seconda metà dell'800, ospita una stagione concertistica e teatrale di rilievo nazionale. L'annuale appuntamento dell'ultimo fine settimana di maggio costituisce l'annuale appuntamento con la manifestazione "Salerno Porte Aperte" che prevede l'apertura di tutti i monumenti cittadini con momenti di animazione culturale e spettacolare.
Il lungomare per alcuni chilometri, rappresenta una suggestiva passeggiata proprio al centro della città, affollato da un inesauribile via vai e numerosissimi bar, esso collega il porto turistico, stazione di collegamenti via mare, con il centro commerciale immediatamente a ridosso della cortina di palazzi che lo separano dal mare.
La suggestiva area antica della città, sovrastata dall'incombente castello di Arechi collocato alla sommità del Monte
Bonadies, è ricca di monumenti, musei, esercizi commerciali, ristoranti, enoteche, attività
artigianali.
La festa patronale in onore di S. Matteo si tiene ogni 21 settembre con una processione che gravita in tutto il centro storico. Il programma delle celebrazioni religiose è tradizionalmente affiancato dai festeggiamenti civili articolati in almeno tre giorni e che prevedono sempre una serata conclusiva in piazza con un importante concerto di musica leggera e fuochi pirotecnici sul mare.
Duomo (Cattedrale di San Matteo)
Nel Marzo del 1081 venne inaugurata la cripta e nel luglio del 1084, la chiesa venne consacrata dal papa Gregorio VI in persona, rifugiatosi a Salerno.
L'aspetto attuale corrisponde per ampia parte alla ristrutturazione barocca, avviata dopo il terremoto del 5 giugno 1688 su progetto dell'architetto napoletano Arcangelo Guglielmelli modificato e completato dall'architetto romano Carlo Buratti.
L'ingresso attuale ha modificato quello medievale con la coppia scultorea del leone e della leonessa. Sul lato meridionale sorge un alto campanile della metà del XII secolo. Non mancano
però le opere di altre epoche, come la statua gotica della Vergine col Bambino del XIV secolo, il Monumento funebre della Regina Margherita di Durazzo del Baboccio.
Da ammirare nel transetto il pavimento a mosaico dei primi decenni del XII secolo, i mosaici delle absidi laterali ed il sepolcro del papa Gregorio VII.
Al livello inferiore, in corrispondenza dell'altare centrale, vi è la Cripta. Nel 1081 le SS. reliquie dell'apostolo Matteo, patrono della città, vennero inumate nella cripta alla presenza di Alfano I, dell'Imperatore Michele e del Duca Roberto il Guiscardo. L'impianto a sala riprende una tipologia utilizzata dai monaci cluniacensi, ma la costruzione complessiva della Cattedrale è frutto del nuovo clima spirituale e religioso del XI secolo.
Castello Arechi
Il Castello di Salerno fa parte di un poderoso sistema difensivo realizzato
nel VII secolo dal longobardo Arechi II, che trasferì la capitale del ducato da Benevento a Salerno. Principe illuminato nonché ottimo politico, preoccupato dalle minacce dei Franchi, Arechi realizzò un eccezionale sistema difensivo sopraelevando e modificando le antiche mura e costruendo, forse su fortificazioni preesistenti, sull’alto del monte Bonadies, un poderoso castello.
La fortezza non fu, mai espugnata con la forza, ma Gisulfo II, ultimo principe longobardo di Salerno, si arrese nel 1077 al conquistatore normanno a seguito di un lunghissimo assedio.
E’ nel periodo del vicereame spagnolo, nel secolo XVI, che il castello assunse l’attuale configurazione. Nei primi anni del secolo XVII, mutati i sistemi di difesa, il castello perse, inevitabilmente, la sua originaria importanza ed iniziò, così il suo lento abbandono.
Agli inizi del secolo XIX, con il perfezionamento delle armi da fuoco, il castello di Salerno perse la funzione di fortezza, capace di assicurare, efficacemente, insieme ad altre fortificazioni, la difesa della città.
Paestum
Il notevole interesse storico e archeologico creatosi nel corso degli anni intorno a Paestum è perfettamente giustificato dal fascino innegabile che questa zona da sempre esercita sui viaggiatori di ogni epoca e estrazione.
La città antica è un vero e proprio salto nel tempo, con il suo muro di cinta intatto e i monumenti perfettamente
conservati.
Eccezionale l'organizzazione turistica e le strutture esistenti per alternare il piacere alla cultura: spiagge, alberghi, camping e un clima che è sempre amico.
Paestum è situata in una zona peculiare per quello che riguarda l'industria alimentare campana, grazie alle colture e agli allevamenti della Piana del Sele, che consentono di gustare sul posto rinomati prodotti tipici quali la famosissima mozzarella di bufala.
La fondazione della città, che sorse sui resti di un più antico insediamento, risale al VI secolo a.C., ad opera dei Greci.
Posidònia (questo era il nome originario di Pæstum), fu fiorente centro di traffici anche dopo la conquista lucana alla fine del V secolo e quella romana nel 273 a.C.
Fu poi completamente abbandonata, verso il IX secolo, complici anche una probabile epidemia di malaria e le devastanti incursioni saracene, che distrussero ogni forma di civiltà.
La zona restò nell'oblio fino alla prima metà del XVIII secolo, allorquando un inviato del re Carlo III di Borbone scoprì resti di templi che emergevano dalla vegetazione.
Da allora, una incessante attività di scavi ha consentito di riportare alla luce
uno dei più grandi e intatti complessi architettonici della Magna Grecia attualmente
esistenti.
L'antica cinta muraria costituisce il più cospicuo esempio di fortificazione delle città greche d'Occidente; ottimamente conservati sono i tre templi che documentano le varie fasi dell'architettura dorica in Italia:
- la cosiddetta Basilica (VI sec. a.C.)
- il tempio di Cerere (VI sec. a.C.)
- il tempio di Poseidone (V sec. a.C.).
Nel 1962 è stata scoperta la tomba del Tuffatore, con pitture del V secolo.
Il Museo Archeologico Nazionale conserva inoltre sculture, bassorilievi, affreschi e utensili vari rinvenuti nel corso degli scavi e testimoni degli usi e costumi dell'epoca.
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