italiano
CATEGORIE
SHOPPING
Cerca!
Ricerca Avanzata Lista Prodotti
HOT LIST
TANTA VOGLIA DI...
Rubriche
Arte, Cultura, Turismo

Casa e Giardino

Computer, Elettronica

Gastronomia

Giochi

Moda, Accessori

Regali e Preziosi

Sani e Belli

Servizi Utili

Sport e Tempo Libero

Servizi
E-commerce alla riscossa
I nostri vantaggi
Acquistare On-Line
Sicurezza e privacy
Rubriche
Speciali

EMILIA ROMAGNAMODENA

 
Bologna - Ferrara - Modena - Parma - Piacenza - Ravenna
Riccione - Rimini

Il suo attuale assetto territoriale ed istituzionale, come per la maggior parte delle province italiane, deriva da lontane origini e successive fasi storiche. 
Il territorio modenese, abitato anticamente da Etruschi e da Galli Boi nella pianura, da popolazioni Liguri nell'Appennino, fu conquistato da Roma nel II secolo a.C.. 
I Romani costruirono la Via Emilia, edificando sull'area di un antico villaggio una colonia: Mutina. 
Devastato prima dalle invasioni ungare dell'VIII secolo e poi da calamità naturali, il territorio di pianura migliorò le condizioni di vita verso il Mille, quando la bonifica benedettina riconquista terre all'agricoltura e si fortificano borghi e città. 
Nella montagna, difesa naturalmente, si consolidano gruppi di feudatari in perenne lotta contro i liberi comuni di pianura. 
Gli Estensi, signori di Ferrara, riusciranno a controllare il territorio modenese a più riprese, conquistando Modena nel 1336, i principati di Carpi nel 1511, di Sassuolo nel 1599 e di Mirandola nel 1707. In particolare, sul sorgere del '600, quando le truppe del Papa occuparono Ferrara, Modena divenne la nuova capitale dello Stato Estense.
Mentre la montagna, specificamente il Frignano, potrà essere governato solo con la mediazione dei potenti feudatari di Montecuccolo, l'attuale provincia toscana di Massa e Carrara entra a far parte del ducato estense nel 1741, ma in seguito darà vita ad una Provincia autonoma. 
Pur costituendo una unità politica, il territorio modenese conservò lungamente al suo interno le tracce di entità politico-amministrative autonome, sopravvivenze dell'età comunale e rinascimentale. 
II governo estense divise amministrativamente il territorio in otto distretti retti da governatori: rimarranno propriamente modenesi soltanto i distretti di Sassuolo, Carpi, Sestola e ovviamente Modena. 
Con I'occupazione francese (1796) il Modenese fece parte della Repubblica Cispadana, in seguito della Cisalpina, poi, nel 1805, del Regno Italico. Nell'ambito delle riforme amministrative promosse da Napoleone, Modena rientrava nel Dipartimento del Panaro. 
L'occupazione austriaca (1814) pose a capo del Governo il duca austroestense Francesco IV, che abolì le leggi napoleoniche sull'amministrazione del territorio. 
Quando gli eserciti piemontese e francese di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III attraversarono il Ticino e i presidi austriaci, che controllavano i ducati, si ritirarono, Modena, insorta, ricevette il commissario del re Luigi Carlo Farini. Ancor prima che fosse proclamato il Regno d'Italia e votati i plebisciti, nel dicembre 1859, venne estesa all'Emilia - Romagna la legge del 23 ottobre 1859 sull'amministrazione dello Stato. 
In questo quadro venne istituita la nuova Provincia di Modena, costituita dalle due antiche circoscrizioni di Modena e del Frignano. II nuovo Consiglio Provinciale tenne le sua prima riunione il 21 marzo 1860. In base alla nuova legge, i 40 consiglieri che lo componevano rappresentavano i Circondari di Modena, Mirandola, Pavullo e Castelnuovo Garfagnana, a loro volta divisi in Mandamenti. Dopo neppure un anno, il 25 dicembre 1860, fu attuata un'importante modifica, distaccando dal territorio provinciale il Circondario di Castelnuovo Garfagnana e il Mandamento di Castelfranco Emilia, mentre veniva aggiunto Finale Emilia. 
Nel 1928, il territorio di Castelfranco Emilia ritornò a far parte della provincia di Modena. 
L'avvento della Repubblica (1945) con il varo della Costituzione e l'emanazione di successive leggi e provvedimenti hanno, infine, determinato l'attuale assetto territoriale ed istituzionale.

 

DA VEDERE
La provincia di Modena è ricca di istituzioni e beni culturali che appartengono al patrimonio storico e artistico nazionale ed internazionale.
Modena "Città d'arte", accoglie diverse opere di rilievo. Tra queste segnaliamo il Duomo, progettato dall'architetto Lanfranco e decorato dallo scultore Wiligelmo, proclamato di recente "patrimonio mondiale" dall'UNESCO, la sua torre campanaria denominata "Ghirlandina" che domina la città, la Galleria Estense, che custodisce una vasta raccolta di dipinti e sculture, il Palazzo Ducale, fatto costruire da Francesco I d'Este e sede da oltre un secolo dell'Accademia Militare, ecc.
Oltre al capoluogo, sono numerosi gli itinerari e i luoghi di interesse artistico sul territorio provinciale: l'Abbazia di San Silvestro a Nonantola, fondata nel 752, rilevante testimonianza di architettura romanica, la rinascimentale Piazza Borgogioioso di Carpi (ora Piazza Martiri), una delle più grandi piazze d'Italia.
Dalle antiche pievi minori ai numerosi borghi arroccati sulle montagne fino alle ampie piazze porticate della pianura, il territorio si estende racchiuso tra il Secchia ed il Panaro, le importanti vie d'acqua a presidio delle quali sin dal Medioevo i signori locali e gli estensi stesero una trama di castelli e fortezze più volte trasformati nel corso dei secoli successivi. 
I musei della provincia rappresentano un patrimonio ricco e interessante, sia per il valore delle raccolte che per la varietà dei reperti. 
Accanto alle realtà più significative ospitate nel capoluogo (Museo Archeologico, Civico, Medievale, Galleria Estense), altre raccolte museali si sono formate in tempi più recenti nei diversi comuni della provincia. 
Esse permettono di ripercorrere la storia naturale, antropica ed economica del nostro territorio, mediante le ricche e diversificate collezioni: dai numerosi fossili e minerali di provenienza locale raccolti nei musei naturalistici (Finale Emilia, Vignola, Marano sul Panaro, Pavullo, ecc.), ai reperti archeologici che coprono un ampio arco temporale (dall'eneolitico alla civiltà terramaricola), alle ceramiche graffite di epoca rinascimentale (Antiquarium di Nonantola, Mostra permanente di Spilamberto, nuovo museo di San Felice sul Panaro). La storia più recente trova testimonianza nei musei della Resistenza (Museo del Deportato di Carpi e Montefiorino) e della cultura materiale nei suoi diversi aspetti, inclusi quelli tecnologici e produttivi, legati alla realtà economica odierna (Galleria Ferrari di Maranello, Museo della Bilancia di Campogalliano, Museo della Piastrella di Sassuolo). Accanto a questi, altri piccoli gioielli come il "Tesoro" dell'Abbazia di Nonantola, il Museo del Presepe di Villanova, la Raccolta di strumenti musicali di Sestola ed il Museo d'Arte sacra di Fiumalbo. 
Notevole interesse riveste la cultura teatrale sul territorio, rivolta all'utenza di rassegne di lirica, balletto, musica, prosa, dialettale, di genere comico e di teatro per ragazzi.
Oltre ai teatri istituzionali modenesi (Comunale e Storchi) e a quelli privati del capoluogo, si ricordano il Teatro Comunale di Carpi e di San Felice, il Teatro del Popolo di Concordia ed altri che programmano rassegne serali di diverso genere. 
Anche le biblioteche svolgono un importante ruolo di aggregazione e promozione culturale, in particolare nei confronti dei giovani.
Specchio della vita culturale modenese sono le quasi 500 aggregazioni spontanee di cittadini che danno vita ad associazioni e circoli che promuovono lo studio, la ricerca, la diffusione dei diversi aspetti e tradizioni culturali che la provincia offre. 
Anche il mondo artistico modenese è particolarmente vivace. Fra le numerose attività espositive nei diversi comuni della provincia, si citano la "Raccolta del Disegno Contemporaneo" della Galleria Civica di Modena e la "Raccolta d'Arte '800 e '900" nel Palazzo della Provincia di Modena.

 

LA CUCINA
La città conserva una propria tradizione gastronomica. A parte lo zampone, che rappresenta tutta la cucina modenese, vanno citati l'aceto balsamico (irripetibile specialità locale), la bomba di riso (particolare piatto di riso guarnito di piccioni cucinati in umido), il cotechino in galera (singolare polpettone di carne di manzo e prosciutto che ricopre un cotechino bollito), i tortelli di zucca. Sono da ricordare anche le piccole e saporite mortadelle locali e, fra i dolci, gli ottimi amaretti di San Geminiano.

Il Duomo, dichiarato patrimonio mondiale dall'Unesco
Interno della Cattedrale
Palazzo Ducale
Piazza grande

HOT!HOT!HOT!

 

Home Page | Chi Siamo | Posta | F.A.Q. | Aprire uno Store | I Nostri Vantaggi | Sol. Personalizzate
Acquistare On-line | Consegna Prodotti | Contattaci | Controlla il Carrello | TRANSAZIONI SICURE e Privacy
----------------------------------------------------------------------------------------
Copyright  2001 Gardastore - HTML Code & Graphic Gardastore | tel 030.676147 - fax 030.676147
Aggiungi Gardastore a preferiti
Imposta Gardastore come pagina di apertura
English
| Deutsch | Italiano