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La leggenda narra sette diversi personaggi al confine tra mito e storia. Ogni re è caratterizzato da una propria personalità, quasi a voler rappresentare con un volto le diverse vicende della civiltà romana.
Romolo
Il primo leggendario re di Roma. Fondazione di Roma 753 a.C.
Secondo la leggenda di Roma, dalla stirpe di Enea nasce la città di Alba Longa sulle pendici del monte Albano. Questo legame con l'antica Troia è molto importante poiché permetterà di legittimare l'ascesa di Roma e le sue conquiste nel Mediterraneo.
Dopo 400 anni dalla fondazione di Alba Longa, la morte del re Proca di Alba Longa provoca una violenta contesa tra i suoi due figli Numitore e Amulio per il diritto di successione al trono. Il secondogenito Amulio riuscirà a scacciare il fratello Numitore ed a conquistare il potere. Amulio, per evitare ulteriori rivendicazioni dinastiche, costringe la figlia di Numitore, Rea Silvia, a diventare una vergine vestale impedendole in questo modo di procreare figli.
Nonostante le regole che la legano alla castità, Rea Silvia genera due gemelli, Romolo e Remo. La la paternità dei due neonati è attribuita da Rea Silvia al dio Marte.
La città di Roma è fondata sul colle Palatino e Romolo ne traccia il solco secondo le comuni usanze e ne definisce i confini alle pendici del colle. La guida della nuova città è assunta da Romolo che diviene quindi il primo re di Roma.
La legenda indica una data ben precisa della fondazione: Roma è fondata il 21 aprile del 753 a.C.
Non sapremo mai se Romolo e Remo siano realmente esistiti ma è sicuro che la prima recinzione del colle Palatino coincide con la leggendaria data di fondazione della città. E' comunque molto probabile che Romolo rappresenti le gesta e le caratteristiche di diversi capi tribù dell'età arcaica di Roma
Numa Pompilio
Il primo re sabino di Roma. Ha il merito di unire religione e potere. 673-642 a.C.
La leggendaria scomparsa di Romolo nel 716 a.C. apre un lungo periodo in cui Roma non è guidata da nessun re.
La scelta del re avviene per acclamazione popolare ed il popolo sceglie nel 715 a.C. uno straniero, Numa Pompilio.
Numa Pompilio è un uomo sabino particolarmente noto ed apprezzato per la sua fede e le sue pratiche religiose.
Senato e popolo sono quindi d'accordo, l'ultimo e decisivo verdetto spetta agli
Déi. Gli auspici si presentano sotto forma di uccelli e Numa Pompilio è nominato re di Roma. Il verdetto divino è poi comunicato al popolo romano riunito in attesa nel sottostante luogo del Comizio (l'antico centro politico e di riunione della città). Dimostrerà una grande abilità nel dare ordine alla vita dei romani definendone la religione e la sacralità dei culti.
Tullio Ostilio
Il secondo re sabino di Roma, celebre per la sua abilità di condottiero. 641-617 a.C.
Nel 672 a.C. Tullo Ostilio è eletto nuovo re di Roma. Il suo carattere e la sua indole guerriera lo rende completamente diverso dal suo religioso predecessore Numa Pompilio. La guerra dichiarata ad Alba Longa è un chiaro esempio degli obiettivi espansionistici di Tullo Ostilio. Non è un caso che Ostilio derivi da Hostis, ostile. Per evitare una guerra sanguinosa Alba Longa e Roma decidono di affrontarsi in un duello tra i rispettivi campioni, gli Oriazi contro i Curiazi. L'ultimo degli Orazi è condannato a morte per l'omicidio della sorella. La vittoria degli Oriazi e di Roma sancisce l'alleanza tra Roma e Alba Longa. Il re di Alba Longa Mettio Fufezio si macchia però di tradimento. Gli insediamenti di Alba Longa scompaiono per sempre dalla storia. La storia e la leggenda si confondono tra loro, Giove offeso dal comportamento irriguardoso di Tullo Ostilio lo uccide con una delle sue proverbiali saette.
Nel 641 a.C. Roma deve scegliere un nuovo re. La paura dell'ira degli déi convince il popolo romano della necessità di porre a capo di Roma un re religioso ed ossequioso del mondo celeste. Il popolo acclama il nipote di Numa Pompilio (il secondo re di roma noto per le sue pratiche religiose) come quarto re di Roma.
Anco Marzio
Il terzo e ultimo re sabino di Roma. 616-579 a.C.
Nel 639 a.C. Anco Marzio è eletto nuovo re di Roma. Anco Marzio è un discendente (nipote) di Numa Pompilio, un legame familiare che lo favorisce nel momento storico in cui Roma è alla ricerca di sacralità. La parentesi bellica di Tullo Ostilio aveva in gran parte cancellato ogni relazione tra potere e religione.
Durante il suo regno sono realizzate numerose opere architettoniche:
* fondazione della prima colonia romana ad Ostia e costruzione della via di collegamento, la via Ostiense.
* costruzione dello scalo portuale sul Tevere, il porto Tiberino
* costruzione del primo ponte romano sul Tevere, il ponte Sublicio (in legno).
Con Anco Marzio termina il periodo della monarchia sabina di Roma. La grande espansione etrusca di quel periodo cela probabilmente una conquista di Roma da parte degli Etruschi. Su questo punto gli storici non hanno ancora trovato una chiara interpretazione dei fatti storici.
Tarquinio Prisco
Il primo re etrusco di Roma. Sotto Tarquinio Prisco, Roma diventa a tutti gli effetti una città etrusca. 578-535 a.C.
Nel 616 a.C. sale al trono di Roma il primo re etrusco, Tarquinio Prisco. La sua storia rende evidente come l'attività politica di Roma non sia più una disputa tra pastori come ai tempi di Romolo.
Il re Tarquinio Prisco nasce a Tarquinia da un ricco mercante esule dalla Grecia e da una nobildonna etrusca. Il suo nome etrusco è Lucumone. Il dominio etrusco di Tarquinio Prisco trasforma Roma in una vera potenza del centro Italia. Le vittorie militari su alcune città della Lega Latina impone la cultura etrusco-romana su un vasto territorio nella valle del Tevere. La stessa Roma comincia a cambiare volto. Il dominio etrusco influenza la cultura romana. La religione romana assume i tratti della religione antropomorfica tipica degli etruschi e dei greci, ed abbandona la radice animista delle prime comunità pastorizie. Il re è ben consapevole del legame tra potere e religione e, come Numa Pompilio prima di lui. In particolare elimina i riti religiosi praticati nelle case gentilizie per trasferirli in templi pubblici. Allo stesso tempo sono distrutti i luoghi di culto delle civiltà latine conquistate, ma alle divinità straniere è dedicato un tempio pubblico in Roma. Questa integrazione religiosa mira a far assumere alla città di Roma una posizione di leadership nella Lega Latina. La "conquista" etrusca di Roma diventa quindi fondamentale per lo slancio culturale e commerciale della città. Si potrebbe tranquillamente affermare che, senza Tarquinio Prisco e la cultura etrusca, Roma non sarebbe mai divenuta "Caput Mundi.".
Servio Tullio
Il secondo re etrusco di Roma. 578-535 a.C.
La leggenda del re di Roma non eletto.
La storia di Servio Tullio inizia nella stessa casa di Tarquinio Prisco dove è allevato fin dalla infanzia. Servio Tullio è il figlio di una nobildonna ridotta in schiavitù dopo le conquiste romane nel Lazio. Lo stesso nome "Servio" denota il suo status servile. E' interessante notare come sua madre fosse addetta alla cura del focolare domestico nella casa di Tarquinio Prisco, un ruolo molto importante nell'antica società romana. Il suo status di "re non eletto" alimenta il malcontento delle "gentes" e delle classi aristocratiche pretendenti al trono. Per risanare il suo rapporto con il popolo Servio Tullio ricerca il consenso emanando riforme sociali "democratiche" a favore della plebe e delle
ricche "minores gentes". Per sedare il malcontento aristocratico dovuto alla sua illegittimità nel ricoprire il ruolo del re, Servio Tullio attua un'abile mossa politica. Il popolo lo acclama e lo elegge Re di Roma. Il malcontento delle "gentes" non è sanato ma ora nessuno può rivendicare la legittimità del trono di Servio Tullio.
Tarquinio il Superbo
Il terzo re etrusco di Roma. Il suo regno segna la fine della monarchia romana. 534-510 a.C.
L'ultimo re di Roma. Lucio Tarquinio assume nella leggenda di Roma il ruolo del personaggio "negativo". Gli stessi storici romani evidenziano la sua malvagità oltre ogni altro aspetto. Sposato con Tullia Maggiore non esita ad ucciderla per poter convolare a nozze con l'altra figlia di Servio Tullio, Tullia Minore (anch'ella uccide il marito per lo stesso motivo).
La leggenda lo ricorda come un re crudele e malvagio tiranno, privo di particolare attenzione alla politica interna ed al malcontento popolare ed aristocratico. Due sue decisioni sono particolarmente eloquenti:
per realizzare il maestoso Tempio di Giove Capitolino impone la schiavitù alla plebe romana.
Priva il Senato di ogni potere, accentrando a sé il potere assoluto.
Ci sembra comunque corretto dedicare qualche riga ai suoi successi militari. Le campagne di conquista verso le città latine che si oppongono all'espansione di Roma sono giustificate dall'intento di creare una via commerciale verso il sud e verso la
Campania.
E' peraltro efficace anche la sua politica diplomatica. Firma trattati di alleanza con le città di Tusculum e di Antium, con le popolazioni dei Volsci, degli Ernici e degli Equi. Durante l'assedio della città latina di Ardea, Roma si ribella al re tiranno ed è proprio uno dei Tarquini ad incitare il popolo alla ribellione, Lucio Bruto. Le porte di Roma si chiudono
definitivamente per Tarquinio "il superbo".
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