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LOMBARDIA MANTOVA
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Bergamo -
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Lecco
- Lodi
- Mantova
- Pavia
- Sondrio
- Varese |
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Palazzo Ducale e Palazzo Te sono i poli di un percorso culturale cittadino segnalato dall'immagine della salamandra. Lasciando alle spalle il
Castello di S. Giorgio, si entra in piazza Sordello, che con i suoi dintorni compone il nucleo antico della città. Dominano la scena l'ampio porticato di Palazzo Ducale, costituito da Palazzo del Capitano e dalla Magna Domus, e il
Duomo, alla cui destra si ergono Palazzo Vescovile, Palazzo degli Uberti e
Palazzo Castiglioni. Passato il Voltone di S. Pietro, percorrendo i portici rinascimentali di
Piazza Broletto, spicca Palazzo del Podestà.
Attraversando il Sottoportico dei Lattonai, si scorge l'altra facciata del Palazzo, nell'attigua
Piazza Erbe. Palazzo della Ragione e l'adiacente Torre dell'Orologio, dal cui fianco si stacca la Rotonda di S. Lorenzo, dominano la scena della Piazza più vissuta del centro cittadino, insieme alla vicina
Piazza Mantenga, dove primeggia la solenne facciata della Basilica di S. Andrea. Proseguendo verso il secondo polo del circuito cittadino ci si imbatte nella Casa del Mantegna, nel Tempio di S. Sebastiano e nel rispettivo Palazzo, da cui già si apre la vista del capolavoro del Giulio Romano, Palazzo Te. |
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PALAZZO TE
Il Palazzo Te, celebre villa residenziale di Federico II Gonzaga, è stato costruito nello stile del
Rinascimento maturo e del manierismo "postraffaellesco" da Giulio Romano tra il 1525 e il 1535. Grandiosi gli ambienti decorati da Giulio Romano e dalla sua scuola: la sala di Psiche, di Fetonte, dei Cavalli, dei Giganti e ancora, oltre il giardino, l'appartamento della Grotta. Nelle sale al piano superiore è ospitato il
Museo Civico, suddiviso in sezioni di grande interesse: la donazione dell'editore Mondadori con dipinti di Spadini e Zandomeneghi e altri pittori dell'Ottocento, la sezione permanente
gonzaghesca di monete, conii, stampi, pesi e misure dal Trecento al Settecento, la ricca collezione egizia di Giuseppe Acerbi di 400 pezzi circa, la donazione di Ugo Sissa (1913-1980), architetto e pittore mantovano che lavorò a Baghdad, dove raccolse numerosi pezzi di arte mesopotamica. |
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IL PARCO DELLA SCIENZA "La meraviglia è l’anticamera della conoscenza", questa è la massima di
Bacone che ha ispirato l’autore delle attrezzature didattiche del Parco della scienza, uno spazio che, con una serie di dispositivi interattivi, si propone di avvicinare bambini, giovani e non ad alcune tematiche scientifiche affascinanti. Situato sulla sponda del Lago di Mezzo in viale Mincio e sul Lago Superiore, visitabile gratuitamente tutti i giorni dall’alba al tramonto, il Parco ospita una serie di dispositivi che conducono alla scoperta della scienza nella vita di tutti i giorni. Venerdì 27 marzo sono state inaugurate altre otto attrezzature didattiche che si sono aggiunte a quelle già esistenti. Chi passeggia sul lungolago
Mincio potrà dunque misurare l’energia del corpo appoggiando le mani sulla batteria, oppure stupirsi con il tubo dell’eco, il caleidoscopio, le carrucole, i dischi in rotazione. Sarà possibile vivere un’esperienza extraterrestre grazie allo
specchio antigravità o sperimentare i paradossi della scienza con il triangolo impossibile, la doppia faccia, il dispositivo dell’ambiguità e delle illusioni, il contrasto successivo. Sul percorso si trovano anche la leva, il disco colore, le voci focalizzate, il girello, l’organo di pan, il giroscopio. I nuovi elementi del Parco della Scienza sono stati posizionati grazie all’intervento del Comune di Mantova, all’ideazione e alla realizzazione di Raffaele Repossi e al contributo della Fondazione
Cariplo. |
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MUSEI
MANTOVANI Il Settore Attività Culturali, Museali e Promozione
turistica ha predisposto un documento informativo su cui trovare tutte le
informazioni relative ai musei mantovani:
-Museo Civico di palazzo Te
-Teatro Bibiena
-Palazzo della Ragione
-Tempio di San Sebastiano
-Casa della Beata Osanna Andreasi
-Casa del Mantegna
-Palazzo Ducale
-Museo Archeologico Nazionale
-Palazzo D'Arco
-Rotonda San lorenzo
-Museo Tazio Nuovolari e Learco Guerra
-Museo Storico dei Vigili del Fuoco | |
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DA MANGIARE
Nel panorama delle città lombarde Mantova emerge non solo per le caratteristiche di una cucina che tradizioni popolari e aristocratiche, ma anche per gli sforzi che ha sempre fatto per difendere e divulgare questi valori. Da segnalare:
riso e trigoli, agnoli ripieni, gnocchi di zucca, riso e zucca, tortelli
di zucca, gnocchi di pane (capunsei), trippe, anitra selvatica in umido, lepre alla cacciatora, folaga in umido, anguilla ai ferri e marinata, stufato alla mantovana.
TORTELLI DI ZUCCA
Breve Storia
I tortelli di zucca più che un piatto sono "uno stato d'animo, un rito, una celebrazione, solo a sentirli nominare si sente la messa della Vigilia di Natale; una Vigilia senza tortelli per un mantovano, non e' Vigilia" (Giannetto Bongiovanni, scrittore di Dosolo, 1890-1964).
Questo piatto tipico mantovano si inserisce nella tradizione padana delle paste ripiene,
già presente nei trattati di cucina del XV e XVI secolo, ma la zucca, pur presente in molte preparazioni culinarie, non e' rintracciabile nei ripieni. Bisogna arrivare al 1584 per trovare (pubblicata a Ferrara) una ricetta di tortelli di zucca con il burro elaborata dal coppiere di Lucrezia d'Este.
Il ripieno: - 1kg di zucca, circa 500 g. già cotta - 2 hg. di amaretti - 2 hg. di mostarda mantovana o viadanese di mele senapate - un pizzico di noce moscata e di sale - grana grattugiato.
La pasta: - 300 g di farina - 3 uova - un pizzico di sale.
Per condire: 200 g di burro sciolto - 200 g di grana stravecchio.
Procedimento:
Pulire la zucca e cuocere al forno o a vapore, passare al setaccio ed aggiungere gli amaretti e la mostarda tritati, la noce moscata, un pizzico di sale e di grana. Amalgamare e lasciare riposare il ripieno per almeno 12 ore. Impastare la pasta e tirarla sottile; disporre sulla pasta, a distanza di circa 4
cm dei mucchietti di ripieno, coprire con altra pasta e tagliare in forma rettangolare dopo aver pressato con le dita tra un tortello e l'altro. Cuocere i tortelli in acqua bollente, scolarli, metterli a strati in una zuppiera: un po' di grana sul fondo, tortelli formaggio, burro fuso, poi si ricomincia da capo ricordandosi di abbondare con il burro fuso ed il grana che deve essere stravecchio.
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| Una
vista dall'alto |
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Il Castello di San
Giorgio |
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| Palazzo
Ducale |
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| Palazzo
Te |
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| Il
palazzo della Regione |
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