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MARCHEANCONA

 
Ancona - Ascoli Piceno - Pesaro - Urbino

La città di Ancona ha origini preistoriche (insediamenti dell'età del Bronzo) con significative testimonianze della civiltà picena nell'età del Ferro. Al IV sec. a.c. risale la fondazione della città ad opera dei Siracusani di stirpe dorica, che la dotarono di mura in blocchi di arenaria e monumenti.
Distrutta dai Saraceni nell'839 si organizza attorno all'XI sec., in libero comune, sviluppando i commerci marittimi con l'Oriente ed entrando in competizione con Venezia. Città importante dello Stato Pontificio, sperimenta un notevole declino economico e demografico tra la metà del seicento e il settecento, risorgendo decisamente con l'istituzione del porto franco ad opera di Papa Clemente XII.
Ha una parte di spicco nei fermenti patriottici del Risorgimento, e dopo la battaglia di Castelfidardo nel 1860 entra a far parte del Regno D'Italia. Notevolmente segnata dalla I° e soprattutto dalla II° guerra mondiale, nei terribili bombardamenti del 1943 e 1944 perde gran parte dei rioni storici sui colli Guasco, Cappuccini e Astagno.

Il Porto
Il porto dorico è inserito fra i 18 scali di interesse nazionale ed il CIPE lo considera fra quelli di maggiore interesse europeo. La sua posizione strategica richiede continui aggiornamenti delle strutture ed infrastrutture, tanto più se il "Corridoio Adriatico" diventerà realtà, uno dei progetti delle reti transeuropee che prevede un rapido ed economico collegamento tra il nord Europa ed il sud est del Mediterraneo.
Motore dell'economia cittadina, è strettamente collegato alla città, alle sue vicende storiche e alle sue fortune commerciali. Scalo naturale di antichissime origini è compreso fra i promontori del Guasco e dell'Astagno. Elemento fondamentale della fondazione urbana, ha agevolato la scelta dei Greci per il primo insediamento, in un luogo che si poneva come controllo di rotte e crocevia di culture. Nel 115 d.C., con l'imperatore Traiano, conquistò una grande importanza strategica, la città diventò ponte con l'Oriente e sede di una base militare per la conquista della Dacia.
Negli ultimi decenni è divenuto punto importante per il flusso turistico verso la Grecia ed il Medio Oriente. Sono allo studio iniziative per stimolare i tantissimi turisti che si servono dei traghetti in partenza ed in arrivo ad Ancona a visitare ed apprezzare la città fondata dai Greci. Nei terribili recenti anni della tragedia balcanica, il porto è stato base operativa e logistica per gli aiuti umanitari e oggi per la missione internazionale di pace.
Accanto al porto commerciale ed industriale sta sorgendo lo scalo turistico con moderni servizi per la nautica da diporto. Con i suoi venticinque moli, i quattro chilometri di banchine, i dodici chilometri di binari, i fondali fino a 15 metri, aree di stoccaggio e deposito merci, le torri silarie, i sedici cantieri ed i due bacini di carenaggio, il porto ha un forte ruolo polifunzionale. Occorre comunque inserire l'insieme della realtà portuale dentro un progetto di respiro europeo e soprattutto operare per un adeguamento delle strutture. A questo scopo, le autorità locali e gli operatori del settore stanno già lavorando.

 

Ancona, città dove la cultura dell'ospitalità ha solide radici e dove il sole nasce e tramonta sul mare, è la sontuosa regina del Medio Adriatico e dinamico porto d'Europa. Città carica di storia, d'arte e di cultura dove antico e moderno convivono in modo mirabile. Palazzi di nobile lignaggio, monumenti dall'intenso fascino, chiese dal "romanico" rintocco testimoniano di un ricco vissuto, di un immaginifico senza tempo: la splendida Cattedrale di San Ciriaco che veglia su tutto e su tutti, il magnifico salotto che è piazza del Plebiscito, il prezioso stile romanico della Chiesa di Santa Maria della Piazza, a pregnante simbologia della Loggia dei Mercanti (opera dell'insigne maestro Dalmata Giorgio da Sebenico), i ricchi forzieri della cultura, gli arazzi del Rubens custoditi nel Museo Diocesano, le opere del Tiziano e del Crivelli ospitate a Palazzo Bosdari, i tanti tesori del nostro passato che impreziosiscono il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ed anche il tempietto di stile neoclassico dedicato a San Rocco che segna il centro della creatura pentagonale di Luigi Vanvitelli. Città cosmopolita, Ancona continua ad essere crocevia di genti e culture diverse. Non a caso, arte, storia, cultura, sport e turismo sono il cocktail che sa offrire a chi ha sete di conoscenza ed ha voglia di abbandonarsi ai suoi incantesimi ed a quelli del Parco del Conero. Con origini preistoriche e significativa presenza Picena nell'età del ferro, Ancona è tappa d'obbligo per chi solca l'Adriatico. Meritata sosta per gli oltre ottocentomila passeggeri in transito per questo approdo scelto dai Dori Siracusani nel IV secolo a.C. e fatto poi grande da imperatori come Traiano e da Papi lungimiranti come Clemente XII. Libero Comune che neppure le truppe del Barbarossa sono riuscite a piegare, città mai doma, medaglia d'oro al valor civile che neanche le terribili incursioni aeree della seconda guerra mondiale sono riuscite a mortificare. Quì pulsa il cuore delle Marche, di una città regione dai ricchi forzieri e dai tanti tesori: la Basilica di Loreto, Recanati ed il suo grande poeta Giacomo Leopardi, Urbino ed il suo Ducato, le grotte di Frasassi, i dolci e verdi declivi dell'entroterra, il blu profondo della costa di Sirolo, Numana e Portonovo. Storia, natura e cultura che si accompagnano all'ingegno ed alla operosità di chi in economia e sul fronte del lavoro ha cercato strade diverse come la piccola imprenditoria presa a modello per la capacità di stare sul mercato in modo duttile e flessibile. È proprio quì, nel cuore delle Marche, in questa vera e propria città europea che il benvenuto è di quelli da non dimenticare. I "viandanti" del terzo millennio incontreranno parcheggi custoditi nell'area portuale, "city tour", eleganti e raffinate vetrine da ammirare, mercatini da scoprire, piatti e vini generosi da gustare ma anche tantissime altre iniziative promozionali e di accoglienza che le autorità locali e gli operatori economici hanno avvedutamente predisposto. Una collaborazione tra pubblico e privato di prim'ordine per un "Welcome to Ancona" da portare nel cuore.

 

Mole Vanvitelliana
Il Lazzaretto di Ancona fu realizzato dall’architetto Luigi Vanvitelli nell’area portuale del capoluogo marchigiano, durante il suo soggiorno nelle Marche in qualità di progettista pontificio. L’imponente costruzione (che si estende per quasi ventimila metri quadrati), fu progettata in funzione della riorganizzazione urbana di Ancona verso il mare e per garantire l’immunità da epidemie che, merci e persone provenienti da luoghi riconosciuti come sospetti, avrebbero potuto portare. La decisione di costruire un grande Lazzaretto fu giustificata anche dalla felice situazione commerciale attraversata dalla città di Ancona in quel periodo, divenuta porto franco grazie a Papa Clemente XII. Luigi Vanvitelli dopo aver compiuto un viaggio di perlustrazione in Italia, iniziò a lavorare sul progetto anconetano, dotandolo di valenze architettoniche e urbanistiche particolarmente innovative. La prima pietra venne posta il 26 luglio 1733 ed i lavori furono completati nel 1743, tre anni dopo la morte di Clemente XII. Struttura architettonica dotata di grande solidità, la Mole si presenta tutt’ora nella classica forma pentagonale. La funzione militare dell’edificio è testimoniata ancora oggi dalla presenza del rivellino, dall’altezza dal muro di cinta e dalle feritoie. Nello stesso tempo il Lazzaretto è una sorta di isola-città, quasi un modello autosufficiente di cittadella tardo-rinascimentale, capace di alloggiare fino a duemila persone, contenere decine di migliaia di metri cubi di merci e riservare centinaia di migliaia di litri d’acqua grazie a un sistema sofisticato di raccolta delle acque. La funzione sanitaria, per contumacie e quarantena era garantita dalla dislocazione degli alloggi nella fabbrica interna, mentre l’area del deposito merci era invece organizzata con un sistema ad alveare distribuito in ventisei locali. Al centro del cortile è situato un tempietto votivo di stampo neo-classico dedicato a S. Rocco che in realtà costituisce la parte superiore e visibile di un sistema di raccolta d’acqua realizzato con cisterne sotterranee, collocate sotto il tempietto stesso. Nel corso degli ultimi due secoli il Lazzaretto è stato utilizzato anche come ospedale militare e caserma e ha costituito l’elemento cardine della difesa di Ancona occupata dai Francesi contro la flotta austriaca nel 1799. Nel 1860 cessò la sua funzione ispettivo sanitaria e nel 1884 divenne sede delle operazioni di raffineria degli zuccheri. Nel 1947 divenne anche sede della manifattura tabacchi. Nel corso degli ultimi anni la Mole Vanvitelliana ha ospitato mostre di rilievo nel panorama nazionale. Ricordiamo nel 1993 la mostra dedicata al Vanvitelli, nel 1994 agli Incisori del Novecento delle Marche, nel 1996 a Francesco Podesti, oltre a diverse edizioni del Premio Marche-Biennale di Arte Contemporanea. La stagione espositiva del 1997 si è aperta il 23 marzo con la grande retrospettiva dedicata a Enzo Cucchi e nell'estate-autunno dello stesso anno si é tenuta la mostra dedicata a Anton Francesco Peruzzini, il maestro anconetano protagonista della pittura di paesaggio italiana del sec. XVIII

Una vista dell'Arco di Traiano
La splendida Cattedrale di San Ciriaco che veglia su tutto e su tutti
La Mole Vanvitelliana fu eretta per ordine di Papa Clemente XII e adibita inizialmente a Lazzaretto
La centralissima Piazza del Senato
Uno scorcio della riviera del Conero
Una vista dell'antichissimo Porto

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