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MOLISECAMPOBASSO

 
Campobasso

La città si sviluppò in epoca longobarda su una altura attorno ad un castello, che nei secc. XI e XII appartenne ai conti del Molise e nei sec. XIV e XV ai conti di Monforte. Passò quindi in feudo ai Gonzaga ai de Marinis e ai Carafa: nel 1656 fu colpita da una terribile pestilenza. Nel 1728 fu incorporata direttamente al regno di Napoli e poco dopo (1732) i suoi abitanti, abbattute le vecchie mura, edificarono più in basso la nuova città, verso la pianura (Campus bassus), onde il nome attuale. Seguì poi le vicende del regno e passò all’Italia dopo il plebiscito meridionale del 1860. Nel settembre-ottobre 1943 fu teatro di combattimenti tra i Tedeschi e gli Alleati, che se ne impadronirono il 13 ottobre.

 

TURISMO
Campobasso, capoluogo di provincia e di regione, è una città che arte e natura rendono unica. Il centro storico, di origine longobarda, si trova addossato al colle Sant’Antonio, ed è caratterizzato da vie e vicoli che iniziano dalle porte delle mura perimetrali e salgono sul colle dominato dal castello Monforte. Il consiglio è di visitare la città a piedi in tutta calma partendo dal cuore pulsante, costituito da Piazza della Prefettura e Piazza Pepe. Visibile, in questa parte, la Cattedrale, perla d’arte neoclassica decorata dai grandiosi affreschi del Trivisonno e del Musa, il cinema teatro Savoia e la parrocchiale di S. Leonardo del ’300. Tanti sono i luoghi di culto e le ville da ammirare in questa città, permeata dal fascino neoclassico. Da citare è senza dubbio il convitto M. Pagano, soprattutto per il giardino su cui si affaccia, ricco di specie botaniche pregiate e rare, realizzato alla fine dell’800. Presenta alberi maestosi come la sequoia gigante, alta 20 metri, o meraviglie come il gingko biloba, le cui foglie, verdi in primavera, diventano intensamente dorate in autunno. 
Da piazza Pepe si diparte Corso Vittorio Emanuele II, chiamato semplicemente “il corso” dagli abitanti della città. Sul lato destro sono presenti costruzioni ottocentesche con inferriate artistiche, mentre sul lato sinistro ampi giardini pubblici su cui si affacciano il municipio e il distretto militare. Questo è il cuore della città moderna, con tanti negozi e sempre popolato. 
Non solo la città, ma anche la sua provincia merita una visita, a cominciare dal paesaggio da fiaba degli immediati dintorni, ai monti del Matese spingendosi ancora oltre arrivando alla costa, fino al mare di Termoli, un borgo dall’atmosfera tipicamente mediterranea, con la suggestiva cattedrale datata tra il XII e il XIII secolo. Tutta la provincia è un caleidoscopio di paesaggi, una varietà di colori e di gioielli d’arte, dove la storia e le tradizioni rivivono in un paesaggio naturale che è un incanto, come ad esempio, l’oasi di Guardiaregia, al confine con la Campania. 
Un viaggio in questo territorio vuol dire soddisfare l’amore per l’arte, per la natura e per le tradizioni: infatti, bisogna ricordare che Campobasso è la patria della lavorazione del ferro battuto, tradizione che risale al XIV secolo e si deve alla cura delle famiglie Monforte e Gonzaga. 
Da non dimenticare le tradizioni legate al Natale, ancora vive sia in città che in provincia, come quella dei presepi viventi, tra i quali citiamo quello di Guardialfiera (tel.0874/84 01 31), nella cripta gotica della chiesa. Per l’occasione, la parte vecchia della città ritorna indietro nel tempo ed è possibile incontrare personaggi dell’antichità intenti a svolgere il proprio lavoro, che fanno da cornice alla Natività, resa in circa trenta scena con oltre trecento personaggi di grande suggestione.

 

LA CUCINA
La gastronomia del territorio si basa su prodotti tipici e genuini come: le zucchine, il caciocavallo, gli insaccati. Caratteriste del territorio sono le famose minestre e zuppe realizzate secondo le ricette tradizionali con le grandi varietà di legumi che vengono coltivate in questa zona come: lenticchie, fave, ceci, fagioli, cicerchie e farro.
Il piatto che però caratterizza il territorio di Campobasso è è la "Caponata", un piatto tipico, preparato con un grosso biscotto di grano duro detto "Tarallo", bagnato con acqua ed aceto, e cosparso di pomodoro, sedano, peperoni, alici, olive nere e uova sode.

La cattedrale, perla d'arte neoclassica
Castello Monforte
Vista di Piazza Savoia

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