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SARDEGNA SASSARI
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Alghero -
Cagliari - Castelsardo -
Costa Smeralda - Gallura - Sassari |
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Sassari sorge su un territorio calcareo (250 m su livello del mare) dolcemente inclinato, al margine della pianura che scende verso il mare. E' la seconda città della Sardegna per numero di abitanti e per importanza economica, politica e culturale. Mentre nel passato erano molto sviluppate le attività agricole, attualmente è una città ad economia prevalentemente terziaria. Dal dopo guerra la città è cresciuta molto per un forte processo di inurbamento dalle zone circostanti.
E' caratterizzata da un centro storico con viuzze lunghe e strette che si aprono in piccole piazze dove la gente un tempo si riuniva e svolgeva le semplici attività quotidiane. La città era circondata da mura di cui oggi rimangono delle testimonianze in Corso Trinità e Corso Vico. Attorno al centro storico si sono sviluppati numerosi quartieri moderni. Le zone verdi non mancano, esse si concentrano maggiormente in periferia: S. Pietro Piandanna, Monte Bianchinu, Eba Ciara, la pineta di Baddimanna, ma forse il più bel polmone verde è
Gioscari, dietro l'ippodromo, anche se oggi è in forte degrada. All'interno della città troviamo il vallone di Rosello e il Fosso della
Noce. |
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DA VEDERE
Piazza Sacro Cuore è una piazza porticata di forma semicircolare, al centro della quale si trovano i giardini dove spesso si riuniscono gli anziani e i ragazzi. L'imponente chiesa del Sacro Cuore di Gesù è una delle chiese moderne più importanti dell'isola, che richiama lo stile gotico-catalano; caratteristici sono il portale in bronzo e il campanile all'esterno, le vetrate e gli affreschi di Costantino Spada (eseguiti tra il 1964 e il 1968) che ne impreziosiscono l'interno.
Proseguendo per Via Pascoli si passa sul Ponte di Rosello che prende il nome dalla fontana sottostante. Considerata il simbolo della città, la Fontana del Rosello fu eretta nel 1606 da artisti genovesi con gusto ancora rinascimentale; è formata da due parallelepipedi a pianta rettangolare, di marmo bianco e nero, coronati da due archi incrociati e sormontati da una statua di San Gavino a cavallo. Ai lati è ornata da quattro statue simboleggianti le stagioni e da mascheroni dai quali sgorga l'acqua.
Risalendo per Viale Trieste, che attraversa il Fosso della Noce, una delle due valli della città, ci ritroviamo in Piazza Cappuccini, dove sorge l'omonoma chiesa: Fu edificata tra il XVI ed il XVII secolo e, in seguito ad una tempesta che distrusse la facciata, questa venne ricostruita nel 1932. L'unica parte della chiesa che si conservò integra fu la Cappella di Valverde.
Lasciata Piazza Cappuccini, si percorre Viale Caprera, considerata la strada più bella della città, perchè conserva perfettamente splendide ville del periodo liberty, ombreggiate da rigogliosi tigli.
Da questa bellissima via, percorrendo un breve tratto di Viale Trento, si accede a
Piazza d'Italia, edificata nel 1872 sulla superficie di un ettaro, che ha al centro il grande monumento a
Vittorio Emanuele II; è fiancheggiata da due grandi palazzi ottocenteschi: il Palazzo Giordano ed il Palazzo della Provincia. Il primo, in stile neogotico, eretto nel 1878, è oggi la sede del Banco di Napoli, il secondo, in stile neoclassico, fu eretto nel 1880, ed è sede del Consiglio Provinciale. Al suo interno è molto interessante la Sala Consiliare, chiamata anche Salone Sciuti, per la presenza di decorazioni e affreschi del pittore Giuseppe Sciuti.
Da Piazza d'Italia parte Via Roma nella quale sono presenti numerosi palazzi ottocenteschi. Nel primo tratto s'innalza il Palazzo di Giustizia e di fronte ad esso di notevole interesse sono alcuni palazzetti in stile barocco e liberty, tra i quali spicca il palazzo Cugurra con terrazza ornata da statue e da stucchi.
Nella Via Roma si trova anche il Museo Sanna, inaugurato nel 1931, conserva una preziosa collezione di opere d'arte e reperti archeologici. Il museo, circondato da giardini ben curati, custodisce un gran numero di reperti trovati nella zona centro-settentrionale dell'isola, risalenti ai periodi prenuragico, nuragico, punico e romano. Interessante la sezione etnografica che contiene un'ampia esposizione di costumi, tappeti, coperte, arazzi e oggetti tipici sardi risalenti alle arti e alle tradizioni popolari. |
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MONTE D'ACCODDI
Percorrendo la statale 131 da Sassari a Porto Torres, al Km. 12,2, si trova il sentiero che conduce all'altare preistorico di Monte d'Accoddi. Questa grandiosa costruzione dell'età del rame (2450-1850 a.C.), unico esempio di grande altare megalitico di tutto il Mediterraneo occidentale, è una sorta di ziqqurat mesopotamico destinato a funzioni sacrali. In prossimità dell'altare sono stati ritrovati dei menir, uno di pietra bianca ed uno di pietra rossa che, molto probabilmente, simboleggiavano la coppia divina alla quale si rendevano sacrifici sul grande altare. Più lontano è situata una pietra sferica, in arenaria, simbolo del sole.
SU CRUCIFISSU MANNU
Nei pressi di Monte d'Accoddi, sul lato opposto della statle 131, è situata la necropoli di Su Crucifissu Mannu composta da diverse Domus de Janas, le sepolture delle popolazioni preistoriche.
SANT'ANDREA PRIU
Nei pressi di Bonorva, lungo la statale per Bono, si trova la necropoli di Sant'Andrea Priu, dell'età neo-eneolitica (3000-1800
a.C.), uno dei siti archeologici più interessanti della Sardegna. E' costituita da venti tombe comunicanti fra loro, tra cui spicca quella del capo, nelle quali nel periodo più antico venivano deposti i corpi dei personaggi più importanti del villaggio.
NURAGHE DI SANTU ANTINE
Il nuraghe di Santu Antine è situato nel territorio di Torralba, lungo la strada che conduce alla stazione ferroviaria.
Noto anche come "Reggia nuragica" sia per la sua imponenza che per la complessità della struttura, è di tipo trilobato cioè costituito da una torre centrale rinforzata da un bastione articolato su tre torri minori. Il nuraghe di Santu Antine, con quello di Barumini e quello di Losa di
Abbasanta, è tra i meglio conservati e rappresenta la massima espressione dell'architettura protosarda.
BASILICA DI SACCARGIA
La Basilica della Santissima Trinità di Saccargia è sicuramente la più famosa chiesa romanico-pisana presente in Sardegna. fondata nel 1116, ha i caratteri architettonici di quel periodo; come appare oggi è il risultato di un recente restauro. Il fascino di questa chiesa è in parte dovuto alla favorevole posizione geografica e ad un paesaggio che ne mette in risalto l'estrema bellezza. Oggi abbiamo le testimonianze che, già dal XII secolo, fosse collegata alla chiesa un'abbazia camaldolese i cui resti sono evidenti nel territorio circostante la chiesa. |
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GASTRONOMIA
La cucina sassarese è ricca di piatti tipici, ormai ricercati dai buongustai. I piatti sassaresi sono prevalentemente di origine popolare e possono considerarsi senz'altro poveri. Si tratta infatti di piatti che hanno come ingredienti base le
verdure, i legumi o le carni non eccessivamente ricercate.
Tra i piatti più caratteristici vi è la Favata o Fabata o Caulada; è un piatto unico a base di cotenna e polpa di maiale, fave secche e cavolo a foglia. La favata è un tipico piatto "zappatorino" solitamente invernale, si può servire fraddo, caldo e riscaldato.
La "Minesthra e fasgioru" viene preparata con fagioli da sgranare, olio (lardo), cipolla, prezzemolo, basilico, pomodori secchi, patate e sale.
Tra i secondi piatti occupano un posto importante le lumache ma i più caratteristici sono i lumaconi ripieni o "coccoi a pienu", il cui ripieno consiste in uova sbattute, formaggio, pane grattugiato e sugo di pomodoro. E' un piatto prelibato che viene preparato in occasione delle festività. Oltre ai lumaconi, sono apprezzate le lumachine o "ciogga minuta" e le "monzette".
E' tipicamente sassarese lo zimino o "ziminu". Si tratta delle interiora di vitello: cuore, fegato, diaframma, intestino e milza che vengono cucinate alla brace. Nelle altre località della Sardegna lo zimino è preparato con il pesce. Lo zimino va servito caldo. Secondo i sassaresi lo zimino non va lavato ma pulito con la carta straccia e viene mangiato con le mani. Altre specialità sono: l'agnello con le olive e il porcetto allo spiedo.
Sono decisamente particolari le "cordule" con i piselli, le interiora in agrodolce o "tatareu" e i piedini d'agnello o "pedi d'agnoni". Sono tutti piatti poveri, i primi due preparati con le interiora d'agnello e l'ultimo utilizza uno scarto cioè i piedini che si cucinano con il sugo di pomodoro, peperoncino e odori vari o in verde.
Tra i piatti a base di pesce ricordiamo le sardine arrosto o "sadhina in grabiglia" e la zuppa di pesce o "casora di pesciu" preparata con i vari tipi di pesce.
Tra i contorni ricorrono spesso le fave lessate o "faba a ribisari" che vengono servite fredde e i carciofi o "ischazzoffa" cotti in vari modi.
Tra i dolci ricordiamo le formagelle, i papassini ma soprattutto le caratteristiche frittelle lunghe o "frisgiori" che si ottengono versando l'impasto in un imbuto dal manico lungo.
Nella cucina sassarese esiste un piatto caratteristico di origine genovese che può sostituire la pizza: la fainè. Spesso gli amici, i gruppi di ragazzi si ritrovano per mangiare una teglia di fainè che consiste principalmente di farina di ceci impastata con la latte, poi cotta in forno in grandi teglie circolari e insaporita con il pepe. E' un tipico piatto invernale; lasciamo a voi la scoperta di tutti i tipi di fainè esistenti.
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 | | Il
Duomo di San Nicola |
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| La Basilica della Santissima Trinità di Saccargia è sicuramente la più famosa chiesa romanico-pisana presente in Sardegna |
 | | La
chiesa del Sacro Cuore |
 | | Noto anche come "Reggia nuragica" sia per la sua imponenza che per la complessità della struttura,
il nuraghe di Santu Antine è di tipo trilobato cioè costituito da una torre centrale rinforzata da un bastione articolato su tre torri
minori |  | | In
contrasto con gli antichi Nuraghi vediamo il palazzo della Provincia |
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