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DA
VEDERE
Il primo dei tre possibili itinerari turistici da percorrere porta, attraverso la famosa piana di Catania, nella patria del più caratteristico
artigianato siciliano, quello della ceramica in Caltagirone. Il secondo itinerario, balneare, divide il golfo di Catania in due zone distinte e di effetti contrastanti, caratteristica, questa, delle attrattive naturali catanesi.
Verso sud la distesa smagliante di un arenile immenso, la Plaja, che il Simeto impingua di
sabbia dorata; verso nord la Riviera dei Ciclopi, con i suoi scogli di lava
brunita, scrigno di incomparabili bellezze. Le sue pendici sono disseminate di innumerevoli altri centri, tutti egualmente interessanti dal punto di vista turistico, tra cui Trecastagni, Zafferana, Adrano, Randazzo, Ragalna (sul cui territorio si trovano: l'Osservatorio Astrofisico di "Serra la Nave", una delle strutture più importanti a livello nazionale; e le più belle piste di sci di fondo della
regione). A sud, Vizzini, a 60 Km da Catania, è una delle tappe più importanti
dell'itinerario Verghiano. Interessi di un itinerario turistico verso Taormina sono:
Acitrezza, con i Faraglioni e l'isola Lachea, Aci Castello, rinomata località balneare dominata dal pittoresco castello a picco sul mare, ed
Acireale, a 15 chilometri da Catania, cittadina armoniosa nella sua architettura barocca e sede di un importante stabilimento termale della Regione Siciliana.
Duomo
Eretto nel 1092, e rifatto nel 1169 ed anche dopo il terremoto del 1693.
La vivace facciata, a due ordini di colonne (quelle dell'ordine superiore sono più antiche), è opera di G.B. Vaccarini, autore anche del prospetto del fianco sinistro, che include un bel portale del 1577. Della costruzione medioevale rimangono parte del transetto e le tre absidi.
L'interno è di aspetto grandioso; ha tre navate divise da pilastri e absidate ed un transetto dove si trovano bifore ed altre colonne angolari della costruzione medioevale, della quale sono pure visibili nel pavimento, tra le colonne all'inizio delle navate, alcuni basi di colonne e tratti del pavimento. Al secondo pilastro
destro la semplice tomba di Vincenzo Bellini.
Alle pareti della Cappella della Madonna, due sarcofaghi che racchiudono, quello più voluminoso, romano del III secolo, le spoglie d 6 re e principi aragonesi, e quello a sinistra, medioevale, la salma di Costanza d'Aragona. L'abside destra è occupata dalla cappella di S. Agata (patrona della città).
Via dei Crociferi
Una delle vie più monumentali della città fiancheggiata da suntuose chiese barocche settecentesche.
A sinistra è la chiesa di S. Benedetto (1704-1710), con un atrio scenografico e un ricco interno ornato di vivaci affreschi, opera di Giovanni Tuccari (1726). Segue, pure a sinistra, la chiesa dei Gesuiti, dalla vigorosa facciata a colonne. Poco oltre, sulla destra, la chiesa di S. Giuliano, di G.B. Vaccarini, dalla facciata curvilinea e con l'interno a pianta centrale, spazioso e coperto da cupola.
San Nicolò
Settecentesca, di proporzioni grandiose, la più vasta della Sicilia.
L'interno, a tre navate divise da colossali piloni e con cupola, è impressionante per la vastità e la bianca nudità, interrotta solo dalla sobria decorazione marmorea degli altari, sui quali sono grandi tele dei
secoli XVII - XIX, autori (Vincenzo Camuccini, Placido Campolo, Antonio Cavallucci).
Nel presbiterio, grande coro in legno intagliato e suntuoso organo.
Dall'alto del tamburo della cupola, si può ammirare il panorama sulla città, verso l'Etna, la costa siciliana, disseminata di paesi, con Taormina, e la costa calabrese con l'Aspromonte.
Piazza del Duomo
Centro monumentale della città progettato da Vaccarini, questa piazza deve il suo armonioso aspetto barocco agli edifici che la delimitano. Al centro, la
Fontana dell'Elefante, simbolo di Catania, cui fa riscontro, più defilata, sul lato sud,
l'ottocentesca Fontana dell'Amenano con i palazzi dei Chierici e Pardo a fare da scenario.
La piazza è dominata dalla bella facciata del Duomo, subito seguita sulla destra dal palazzo Vescovile e da porta Uzeda. Sulla sinistra, in posizione un po' arretrata, la bella Badia di S. Agata. Il lato settentrionale è quasi totalmente occupato dall'elegante prospetto del Palazzo Senatorio o degli Elefanti (sede del Municipio), opera di GB.
Vaccarini.
Fontana dell'Elefante
E' stata ideata nel 1735 e ricorda l'obelisco di piazza della Minerva a Roma. Su un alto zoccolo in pietra, un elefante in nera pietra lavica, forse di origine bizantina (ornava la piazza già nel '500) sostiene sul dorso un obelisco antico coperto di geroglifici relativi al culto d'Iside, largamente praticata nell'antico Egitto, da dove i Romani lo hanno prelevato.
Fontana dell'Amenano
Alimentata dall'omonimo fiume che prima di giungere qui tocca alcuni dei principali monumenti di epoca romana (il teatro e le terme della Rotonda), viene familiarmente chiamata dai catanesi "Acqua a lenzuolo", per il modo in cui l'acqua scende dalla vasca superiore formando un velo continuo. Alle sue spalle si apre piazza Alonzo di Benedetto, ove ogni mattina si tiene il pittoresco e vivacissimo mercato del pesce che continua anche al coperto, negli ambienti che costituivano in passato il corpo di guardia della porta di Carlo V. La porta faceva parte delle fortificazioni cinquecentesche ed il prospetto principale è ancora visibile da piazza Pendo. Sempre su piazza di Benedetto, lungo il muro di Palazzo Chierici, si può vedere la
Fontana dei Sette Canali.
Casa di Verga
E' qui che lo scrittore Giovanni Verga (1840 - 1922) ha trascorso molti anni della sua vita. La casa è rimasta
come all'epoca tranne per il fatto di essere stata arricchita di alcuni mobili che si trovavano nella sua abitazione milanese (ultime stanze). Nello studio si può curiosare nelle "passioni letterarie" dello scrittore e spiare i suoi autori preferiti. Tra gli altri spiccano Capuana, D'Annunzio e la Deledda.
Castello Ursino
Severo e massiccio, venne edificato nel XIII sec. da Federico II di Svevia in riva al mare, ora lontano a causa delle colate di lava che, nel 1669, hanno sottratto lembi di terra all'acqua. Porterebbe il nome di un console romano (Arsinius) oppure quello della famiglia romana degli Orsini, rifugiatasi qui nel Medioevo dopo essere stata cacciata da Roma per essersi schierata dalla parte dei Ghibellini (sostenitori dell'imperatore).
Costruito su pianta quadrata, è delimitato agli angoli da quattro torrioni cilindrici ai quali si aggiungono, al centro di due lati altre due torri.
Palazzo Biscari
E' il più bell'edificio civile della città. Venne edificato dopo il terremoto del 1693, ma raggiunse il suo splendore circa 60 anni più tardi con Ignazio Biscari, uomo eclettico, appassionato di arte, letteratura ed archeologia che promosse molti degli scavi della zona e inaugurò addirittura nel palazzo un museo di archeologia.
Il lato sud in particolare presenta una ricchissima decorazione a figure, volute, putti e racemi che incorniciano le finestre della lunga terrazza e che emergono dalla facciata scura. L'ingresso del palazzo (via Museo
Biscari) è costituito da un ricco portale che dà accesso ad un cortile ornato da una bella scala a tenaglia. Da qui si accede alle stanze di rappresentanza. In fondo si trova il bel salone delle feste, affrescato da Sebastiano Lo Monaco ed arricchito da stucchi, donature e specchi. Al centro, il soffitto si apre in una cupola ovale completa di ballatoio che ospitava in passato i musicisti. La musica così sembrava scendere direttamente dal cielo. L'affresco raffigura il trionfo del casato festeggiato dal consiglio degli dei. Una leziosa scala a chiocciola situata nella galleria adiacente alla sala costituisce l'accesso al palchetto. Dalla galleria si gode anche di una bella visuale sulla terrazza del lato sud.
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