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LAMPEDUSA
Più vicina alla Tunisia (113 Km) che alla Sicilia (205 Km), Lampedusa è la più grande isola delle
Pelagie. L'arcipelago formato da Lampedusa, Linosa e la disabitata Lampione fu nominata dai greci pelagos "isola d'alto mare".
Dai romani fu usata come approdo strategico e nel 1843 venne acquistata da Ferdinando II di Borbone per 12 mila ducati dai principi Tomasi di Lampedusa.
Il braccio di mare che separa Lampedusa dalle coste africane non ha profondità superiori a 125 metri. Con i suoi 20 Kmq di superficie, l'isola si estende da est ad ovest per circa 9 Km e la sua larghezza massima è di 3 Km circa. Una strada la attraversa da levante a ponente.
La costa di Lampedusa che dà a settentrione è una falesia alta al massimo 133 metri, a strapiombo sul Canale di Sicilia, frequentata dalla foca monaca; quella meridionale, incisa da valloni profondi, digrada in una successione di cale e piccole spiagge verso un Mediterraneo bianco-verde-blu.
Il suo clima è temperato durante tutto l'intero arco dell'anno a differenza di altri siti che si trovano nella stessa latitudine.
Pesci d'ogni genere si aggirano in questo ambiente suggestivo, dove è facile incontrare il pesce pappagallo - tipico delle scogliere coralline dei mari tropicali.
Nel maggio 1995 è stata istituita la riserva naturale orientata "Isola di Lampedusa" , un'area protetta particolarmente importante
poiché, oltre ai numerosi ambienti naturali, conserva la zona di ovodeposizione delle tartarughe marine.
Lampedusa è oggetto di studi e ricerche per la tutela del Delfino Costiero, grazie al progetto Caretta caretta.
Le meravigliose: Cala Greca, Cala Galera, Cala Pulcino e la spiaggia dei Conigli, lungo la costa sud, possono essere raggiunte in barca.
Per chi è sub, l'acqua pulita offre una concentrazione di pesci notevole: l'incontro con delfini, tonni da 300 chili e ricciole è all'ordine del giorno.
L'Isola dei Conigli minuscolo isolotto dichiarato riserva naturale, un tempo un unita alla costa, possiede i resti di una cisterna romana. Varie leggende si raccontano intorno al santuario della Madonna di Porto Salvo. L'isola è l'unico sito in Italia dove la tartaruga Caretta caretta (in via di estinzione) si riproduce in modo continuativo, deponendo le uova.
LINOSA
L'isola di Linosa é geologicamente di origine vulcanica, ancora oggi presenta i suoi tre crateri Monte Vulcano, Monte Rosso e Monte Nero.
Anticamente Linosa era chiamata Algusa o Aethusa, essa fu abitata durante l'epoca Romana e durante l'epoca araba, successivamente restó disabitata fino alla metá del 16° secolo, poi fu luogo di rifugio per i pirati e i trafficanti di schiavi.
Divenne colonia ad opera di Bernardo Savinsente nel 1845.
Oggi l'isola conta circa 450 abitanti; il paesaggio é molto caratteristico e inconsueto, fatto di case variopinte: bianche e rosa, bianche e verdi con strisce bordeaux contornanti porte e finestre; dello stesso stile è il piccolo cimitero.
Suggestive le calette, la Grotta del Greco, la Grotta Tramontana, queste possono essere visitate quasi esclusivamente in barca, cosí anche i Faraglioni; mentre, paesaggio bellissimo e selvaggio é quello di Punta Balata Piatta e di Fili.
Malgrado Linosa sia priva di acqua, é coltivata di capperi e viti; il mare é molto ricco di pesce: tonni, ricciole, cernie, saraghi, crostacei e molluschi di ogni genere.
L'isola di Linosa é collegata giornalmente a Lampedusa (a sua volta collegata a Palermo) dall'aliscafo e da una nave che diparte da Porto Empedocle (AG).
Linosa, di piccole dimensioni, é l'isola che per eccellenza si presta alle vacanze da vivere a contatto con la natura.
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