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TOSCANAI GIOIELLI FIORENTINI

Firenze - Grosseto - Pisa - Siena

Firenze nei secoli
Dal Duomo a Ponte Vecchio


SANTA MARIA NOVELLA
Per il viaggiatore che arriva in treno a Firenze la città presenta un suo degno biglietto di visita: la bella Piazza di S. Maria Novella caratterizzata da due obelischi settecenteschi e chiusa dalla elegante facciata della omonima chiesa. La chiesa fu iniziata nel 1278 dal cardinale domenicano Latino Malebranca; la facciata invece nel 1458 da Leon Battista Alberti grazie ai finanziamenti di Giovanni Rucellai che in cambio ottenne di inserire le proprie insegne nel cornicione. L'Alberti recupera le tarsìe geometriche del romanico fiorentino, come nella chiesa di San Miniato, assumendo come modulo compositivo il quadrato, secondo i dettami del latino Vitruvio, Grandi artisti hanno lasciato in questa chiesa testimonianze straordinarie della loro creatività. Nella navata sinistra vi è la Trinità del Masaccio, un'opera di grande importanza nello sviluppo dell'arte rinascimentale, poiché per la prima volta ci si avvalse per la prospettiva delle regole matematiche definite dal Brunelleschi. Con questa opera il Masaccio pose fine alla visione medievale, "fantastica", degli spazi, a favore di una struttura rigorosamente geometrica, ossia razionale e verosimile. Nella Cappella Strozzi vi sono contenuti gli affreschi di Filippo Lippi che raffigurano le "Storie dei SS. Giovanni e Filippo" Le pareti della volta dell'abside sono decorati da un ciclo di splendidi affreschi del Ghirlandaio. Tra le numerose sculture che adornano la chiesa vi è il commovente "Crocefisso" del Brunelleschi, unica sua opera in legno arrivata sino a noi.

 

PIAZZA DUOMO E D'INTORNI
Piazza del Duomo e la vicina Piazza S. Giovanni contengono il più imponente e bel complesso architettonico di Firenze e senza dubbio uno dei più maestosi di tutto il mondo: il Duomo, il Campanile e il Battistero. L'apertura della piazza fu un'opera di lunga attuazione, durata quasi cinquant'anni; furono abbattute numerose case e si abbassò il livello delle strade circostanti, nonostante ciò, le dimensioni della piazza, rispetto alla mole del Duomo e del campanile sembrano troppo piccole. 
La Cattedrale, o chiesa di S. Maria del Fiore, è uno degli esempi più preziosi dell'architettura fiorentina che va dal XIII a tutto il XV secolo; colpisce innanzitutto la bellezza del suo rivestimento in marmo bianco di Carrara, verde di Prato, rosa di Maremma: lunga 136 m e larga 38, è per dimensioni la quarta chiesa al mondo. Venne iniziata l'8 settembre del 1296, in sostituzione dell'antica chiesa di S. Reparata, non più adatta a rappresentare una città che era divenuta tra le più ricche e popolate d'Italia. Il progetto dell'edificio venne affidato ad Arnolfo di Cambio, la realizzazione si protrasse per molto tempo e vi lavorarono numerosi architetti fra cui il Talenti, che ne allargò ancora le dimensioni. L'ampiezza della Cattedrale era ormai tale che la costruzione della cupola, che doveva avere un diametro di 42m, divenne quasi un problema irrisolvibile per le difficoltà tecniche e progettuali che comportava, sino a quando Brunelleschi, applicando soluzioni geniali, ne elaborò il progetto, in quattordici anni di lavori, tanto che nel 1436 l'impresa fu finalmente compiuta: nella storia dell'uomo, dopo il Pantheon, non si era mai costruita una cupola così importante. La facciata della cattedrale rimase incompiuta per molti secoli,e anzi alla fine del Cinquecento fu demolita anche la parte arnolfiana e, solo nel 1877, si portò a temine quella l'attuale, utilizzando gli stessi marmi delle parti laterali. Quattro splendide porte, dette del Campanile, dei Canonici, della Mandorla, della Balla, introducono all'interno di S. Maria del Fiore che, per la purezza delle linee con cui si sviluppano le sue ampie tre navate, è uno degli esempi più belli di architettura religiosa. L'interno è inoltre impreziosito dall'opera di numerosi artisti come Andrea del Castagno e Paolo Uccello, Lorenzo Ghiberti e Luca della Robbia. 
Il Campanile si erge al lato del Duomo, alto 81,75 m. è considerato uno dei più affascinanti d'Italia; è detto il campanile di Giotto ma in effetti al grande artista che ne iniziò i lavori nel 1334, si deve solo l'ordine inferiore, decorato da formelle di Andrea Pisano e Luca della Robbia. Nel 1337 Giotto morì, ed Andrea Pisano ne continuò l'opera portando a compimento il secondo piano. Gli ultimi tre piani sono dovuti al Talenti che concluse i lavori nel 1359. Una scala interna consente di arrivare alla sommità, da dove si gode un panorama impareggiabile della città.

Il Battistero è l'edificio più antico di questo complesso, scavi compiuti hanno accertato che esso sorse su di un edificio romano del I secolo d. C. La struttura di base fu eretta nel IV secolo ed è accertato che sino al IX sec. si trattava di una chiesa. Fu ricostruito su una base ottagonale e, nel 1128, divenne un Battistero, epoca alla quale risale anche il rivestimento marmoreo. Dante lo definì il "bel S. Giovanni". A suo tempo, il Battistero aveva delle porte in legno e non era dato ancora ammirare le tre magnifiche porte in bronzo, dovute una ad Andrea Pisano e due a Lorenzo Ghiberti: esse si presentano divise in formelle e rappresentano scene dell'Antico Nuovo Testamento e storie della vita del Battista. Alla "Porta del Paradiso" il Ghiberti vi lavorò a partire dal 1403 per 25 anni, e il risultato fu un capolavoro di perfezione e di grazia, una delle punte avanzate di tutta la scultura rinascimentale. L'interno del Battistero è molto suggestivo per i numerosi mosaici bizantineggianti che ricoprono la cupola e per il bel pavimento intarsiato; si possono ammirare la tomba dell'Antipapa Giovanni XXIII scolpita da Donatello e Michelozzo e una bella fonte battesimale del Trecento. 

IL MUSEO DELL'OPERA DEL DUOMO
Nel 1296 fu costituita "l'Opera", l'amministrazione preposta alla costruzione ed alla manutenzione del Duomo. L'edificio dell'Opera ospita dal 1891 i beni artistici della Cattedrale, del Battistero e del Campanile, spesso minacciati dall'inquinamento. E' uno dei musei più interessanti di Firenze, vi si possono ammirare parecchie sculture della facciata trecentesca e numerose opere di Donatello tra cui spiccano una Maddalena lignea e Abacuc, profeta dell'Antico Testamento. che il grande artista eseguì per il Duomo tra il 1418 e il 1425. Di Donatello e di Luca della Robbia sono le famose "Cantorie". Nel Museo si può ammirare una delle ultime opere di Michelangelo, la Pietà, inizialmente custodita nel Duomo.

 

PIAZZA DELLA SIGNORIA
Da Piazza Firenze, percorrendo via del Proconsolo si giunge al Palazzo del Podestà o del Bargello. La storia di questo severo e al contempo elegante palazzo è legata alle modifiche politiche sopravvenute nella città dopo il 1250, quando furono create, prima la carica di Capitano del Popolo e poi quella di Podestà. Infatti l'edificio, incorporando la torre detta la "Volognana", fu costruito, a partire dal 1255, per essere la sede delle nuove istituzioni. Successivamente si insediò il Consiglio di Giustizia e, dal 1574, il Capitano di Giustizia o Bargello. Nel bel Cortile si trovano gli stemmi di molti podestà e le pittoresche insegne dei quartieri e dei sestieri in cui un tempo era divisa Firenze. Il Palazzo ospita il Museo Nazionale del Bargello, fondato nel 1859 e dedicato alla scultura e alle arti minori. Il fascino del museo si deve alla presenza di statue di eccezionale valore e anche alla varietà e quantità di oggetti esposti. Di particolare interesse è la sezione dedicata alle maioliche: L'Italia, soprattutto durante il Rinascimento, fu uno dei primi paesi a cercare di scoprire il segreto della porcellana cinese. Tra le numerose opere scultoree sono da segnalare i due David, uno in bronzo l'altro in marmo, di Donatello e sempre del grande artista Il San Giorgio, l'Atys, per molto tempo ritenuta una scultura etrusca e il Marzocco, emblema fiorentino.
Dal Bargello, attraverso via di Vigna Vecchia e via Benci si giunge in quell'incanto di piazza che è S. Croce. La piazza ha sempre rappresentato per i fiorentini un luogo di ritrovo per manifestazioni religiose, feste popolari, tornei cavallereschi e sportivi. Inizialmente gli abitanti della città vi si recavano per ascoltare le prediche dei frati francescani, presso un oratorio decicato alla S. Croce. Ma nella piazza dal Cinquecento in poi si cominciò a giocare al calcio, sport che appassionava molto i fiorentini, tanto da praticarlo anche in periodi particolarmente diffici. Nella facciata del Palazzo dell'Antella vi è ancora un disco in marmo che segnala la metà del campo. L'Oratorio francescano, del 1228, eretto subito dopo la morte di S. Francesco era divenuto troppo piccolo per un ordine religioso che vedeva crescere continuamente la propria influenza. Tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento i Francescani edificarono, su un progetto di Arnolfo di Cambio, un nuovo edificio religioso, finanziato dalle famiglie più ricche di Firenze, le quali avevano riservato per sé alcune cappelle. La chiesa di S. Croce fu consacrata nel 1443 ma, per mancanza di finanziamenti, priva della facciata, edificata solo nel XIX secolo. L'interno a tre navate, misura oltre 115 m ed è di una bellezza straordinaria per l'armonia delle linee e per le perfette proporzioni, tanto da suscitare nel visitatore quella "religiosa pace" cantata da Foscolo nei Sepolcri. Lungo le pareti e sul pavimento monumenti funerari e lapidi ricordano che S. Croce è il Pantheon dei grandi Italiani. Qui riposano Niccolò Machiavelli, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Michelamgelo, Galileo e musicisti come Cherubini e Gioacchino Rossini, oltre a numerosi esponenti delle famoglie fiorentine più illustri, le quali versavano somme ingenti per seppellirvi i loro cari. Contribuiscono ad accrescere la bellezza di S. Croce i grandiosi affreschi trecenteschi di insigni artisti quali Agnolo e Taddeo Gaddi, Bernardo Daddi e l'Orcagna, che decorano le numerose cappelle. Fra tutti, vanno segnalati i mirabili affreschi di Giotto nella Cappella Bardi, con storie di S. Francesco, e nella Cappella Peruzzi raffiguranti episodi della vita di S. Giovanni Batista e S. Giovanni Evangelista.

 

SAN LORENZO
Non lontano dal Battistero è situato uno dei quartieri più caratteristici di Firenze, animato dal grande padiglione in ferro e vetro del Mercato centrale. In Piazza S. Lorenzo, dove si erge la statua di Giovanni delle Bande Nere, si affaccia la chiesa omonima. L'edificio è considerato uno degli esempi migliori dell'architettura sacra del primo Rinascimento. San Lorenzo è la chiesa più antica di Firenze, fu consacrata infatti nel 393 da S. Ambrogio. Venne ricostruita una prima volta nel 1059, in stile romanico. L'attuale sistemazione, dovuta al Brunelleschi, risale al 1423, quando le più ricche famiglie del quartiere si misero d'accordo per finanziare i lavori. La facciata della chiesa è rimasta incompiuta, priva di rivestimento marmoreo, anche se esisteva un progetto di Michelangelo, mai realizzato. L'interno è a tre navate, separate da belle colonne corinzie, e le superfici intonacate di bianco le conferiscono un'atmosfera di purezza. Ad abbellire la chiesa furono alcuni tra i più grandi pittori e scultori fiorentini dell'epoca. Fra i capolavori conservati, vi sono i due pergami in bronzo di Donatello e l'Annunciazione di Filippo Lippi. La Sagrestia Vecchia è un gioiello di arte rinascimentale, opera del Brunelleschi e riccamente decorata da Donatello. La Sagrestia Nuova è la Cappella funeraria che accoglie le tombe di Lorenzo il Magnifico e Giuliano. Il progetto dell tombe medicee si deve al genio di Michelangelo e suoi sono anche i due splendidi monumenti funebri di Lorenzo II Duca d'Urbino e di Giuliano Duca di Nemours. Di notevole interesse è anche l'altra Cappella Medicea detta Cappella dei Principi. Dal bel chiostro cinquecentesco si può accedere alla Biblioteca Laurenziana, voluta da Cosimo I dei Medici, in cui si raccolgono preziosi manoscritti, codici ed altro materiale molto raro.

Santa Maria Novella
La facciata del Duomo
Il Battistero
San Lorenzo
Una antica riproduzione
di Piazza della Signoria

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