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TOSCANALE BELLEZZE DI SIENA

 
Firenze - Grosseto - Pisa - Siena

Siena - Un po' di Storia


PIAZZA DEL CAMPO
Il lungo più caratteristico e più celebre di Siena è la Piazza del Campo (o Campo) e per la sua originalissima forma a valva di conchiglia (l'effetto ottico è sottolineato dalle fasce disposte a raggiera che la dividono in nove settori), e per gli splendidi palazzi che l'attorniano  due volte all'anno diviene teatro dell'amatissima corsa del Pallio, ed infine per essere stata sempre, sin dall'epoca romana quando il suo posto era occupato dal Foro, il centro della vita cittadina.
Nel mezzo della piazza era sino al 1868 una delle più splendide opere di Jacopo della Quercia, la Fonte Gaia, bellissima fontana a forma quadrangolare cinta per tre lati da un marmoreo parapetto sul quale l'arte e la fantasia dello scultore avevano creato mirabili statue, allegorie e figurazioni simboliche, così chiamata per le allegre riunioni che le si svolgevano attorno; ma nel secolo scorso essa fu trasportata, o meglio ricostruita, nel Palazzo Pubblico dove è tuttora, mentre al suo primitivo posto venne collocata una fedele copia eseguita da Tito Sarrocchi. 
Belli e importanti edifici, inoltre, circondano piazza del Campo, come il Palazzo Pubblico, la famosa Torre del Mangia, etc. 

 

PALZZO TOLOMEI
Si ammira in Via Banchi di Sopra, la principale della città, la severa mole del duegentesco Palazzo Tolomei, tutto in pietra con due ordini di bifore. La via termina nell'armoniosa Piazza Salimbeni, in cui si trovano altri edifici civili: il cinquecentesco Palazzo Tantucci, il Palazzo Salimbeni, XIV secolo, di nobile architettura gotica e il Palazzo Spannocchi, costruito nella seconda metà del 400 su disegno del celebre architetto fiorentino Giuliano da Maiano.

PALAZZO PUBBLICO 
Fra i molti antichi palazzi, in parte muniti di torre, che circondano il Campo domina incontrastata la mole del Palazzo Pubblico, costruzione eccezionale per armonia, eleganza e potenza, che è considerato uno dei più bei palazzi gotici esistenti.
Eretto fra la fine del XIII secolo e la prima metà di quello successivo in pietra nella parte bassa e superiormente in laterizi (è questa una nota quasi costante degli edifici civili di Siena), ha un corpo centrale più alto; nella facciata, lievemente curva, si aprono a piano terreno porte arcate, mentre in alto corrono due ordini di elegantissime trifore; alla sommità è la merlatura. Sulla destra s'innalza l'armoniosa e sottilissima Torre del Mangia (m 102), cosiddetta perché ebbe a campanaro Giovanni di Balduccio, noto per essere un allegro scialacquatore e un mangia-guadagni. Essa è in mattoni, ma con un coronamento marmoreo raggiungibile a mezzo di una scala interna donde si gode uno splendido panorama che abbraccia tutta la città e un vasto paesaggio all'intorno.
Di fronte alla torre si trova la Cappella a forma di loggia con graziose statue nelle nicchie dei pilastri ed eleganti fregi ornamentali, opera trecentesca, ultimata però dal Federighi nel 1468 ed affrescata dal Sodoma il secolo seguente. 

Il Palazzo Pubblico è una delle più splendide e sontuose dimore volute dalla cittadinanza per i capitani e i reggitori delle più alte cariche dello Stato. Le molte sale, in parte adibite ad uffici, e in parte a museo, costituiscono una documentazione di altissimo valore e di eccezionale interesse riguardante l'arte e la storia del periodo più fulgido di Siena per i pregevoli mobili e arredamenti contenuti, le graziose suppellettili, le rare sculture e soprattutto i mirabili dipinti che ne ricoprono le pareti e i soffitti.

Una delle più celebri è la "Sala del Mappamondo" (il nome è dovuto ad un dipinto trecentesco, ora scomparso, rappresentante appunto il globo), sala ricchissima di affreschi, fra i quali spiccano due capolavori di Simone Martini (XIV sec.), la "Maestà" e "Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi", primo esempio di pittura non sacra. Taddeo di Bartolo, lo squisito pitture dalle tinte morbidissime e luminose, affrescò invece stupendamente, ai primi del Quattrocento, l'anti-cappella e la cappella, nella quale ultima si ammira anche il celebre coro ligneo, intarsiato ed intagliato da Domenico di Nicolò. 
La "Sala della Pace" o "dei Nove" ha invece alle pareti un altro famosissimo ciclo di affreschi allegorici che trattano del "Buono e cattivo governo e dei loro effetti". E ancora ecco la Sala del Concistoro, la Sala dei Cardinali, la Sala di Balìa . 
Menzione particolare meritano, infine, la Sala del Risorgimento e la Sala Monumentale, dedicata all'illustrazione dei grandi eventi che portarono all'unità d'Italia e della vita di Vittorio Emanuele II. 

 

IL DUOMO 
Siena deve il suo maggior fascino dall'aver conservato il suggestivo aspetto di severo, turrito centro medioevale, dovuto soprattutto ai suoi maestosi palazzi pubblici e privati. Degno del quadro già ricco e affascinante della città è quell'incomparabile capolavoro di architettura religiosa, il Duomo, che è uno dei più grandiosi e splendidi templi che ci sia dato da ammirare e per il quale artisti celebri, come Nicola e Giovanni Pisano, Duccio da Buoninsegna, Donatello, il Pinturicchio, il Beccafumi, il Bernini, crearono eccelse opere d'arte.
La costruzione della Cattedrale venne iniziata nel XII secolo, ma si protrasse a lungo. Nel 1264 era terminata la grande cupola esagonale, una fra le più antiche d'Italia, e poco dopo Giovanni Pisano cominciava ad occuparsi della facciata, di cui tuttavia curò solo la parte inferiore. Ancora prevalentemente romanica, essa già presenta i suoi influssi gotici con i suoi profondi portali a strombo, sormontati da eleganti cuspidi e ricchi di decorazioni comprendenti anche statue, che però oggi sono in genere copie di quelle originali ora in massima parte conservate nel Museo dell'Opera del Duomo. 
Govanni di Cecco portò a termine nel 1376 la parte superiore della facciata; lo stile risente del tempo intercorso, pur non turbando l'armonia dell'insieme. Siamo ormai nel pieno trionfo del gotico fiorito, in cui appaiono evidenti gli afflussi nordici: attorno al gran rosone centrale si susseguono cuspidi, torricelle, tabernacoli, statue, pinnacoli, creando una delicatissima aerea fioritura di candidi marmi, tra i quali splendono i mosaici dorati che rivestono le tre cuspidi termali; nella mediana, che è molto più imponente, è illustrata "L'Incoronazione della Vergine". Gli altri lati del Duomo, più sobri ma sempre di grande eleganza, sono rivestiti da fasce marmoree bianche e nere, secondo lo stile architettonico del bel gotico pisano, con ampi finestroni ogivali. Agile s'innalza il campanile di Agostino di Agnolo (1313), anch'esso a strisce marmoree e decorato con sei ordini di finestre da monofore ad esafore. L'edificio, già di notevoli dimensioni (m. 90 di larghezza e m. 50 di larghezza massima) avrebbe dovuto costituire solamente il transetto di un tempio immenso, degna dell'importanza politica ed economica goduta da Siena nel XIV secolo, quand'era capitale di uno Stato assai ricco e potente. Se il Duomo appare grandioso all'esterno, è però all'interno che si presenta veramente in modo spettacolare.
La fuga delle colonne, fasciate di marmi bianchi e neri e terminati negli elegantissimi archi a tutto sesto, e soprattutto il prezioso pavimento, simile ad un grande tappeto marmoreo diviso in 56 quadri, rendono l'ambiente così suggestivo da aver ispirato al genio di Vagner le scene e la musica del Parsifal.
I capolavori di pittura e scultura contenuti nella Cattedrale ne fanno un prezioso museo delle arti figurative. Citiamo i più celebri, come il grandioso marmoreo altare Piccolomini, con preziosi intagli e fregi e nicchie adorne di belle statue, ricchissima opera di Andrea Bregno attuata agli inizi del XVI secolo, la statua della Vergine di Jacopo della Quercia. Splendido è anche l'altare maggiore del Presbiterio, sormontato da un prezioso ciborio bronzeo del Vecchietto, mentre il Bernini mise a punto gran parte della barocca Cappella del Voto per il quale scolpì pregevoli statue. Un cenno particolare meritano i due massimi tesori d'arte contenuti nel Duomo: il Pergamo di Nicola Pisano e la Libreria Piccolomini col ciclo di affreschi del Pinturicchio.

Il pulpito del grande scultore s'innalza sulle nove sottili colonnine di cui la centrale è tutta attorniata da statue allegoriche. Sugli specchi che formano il parapetto Nicola Pisano e i suoi scolari scolpirono con arte somma scene della vita di Gesù
La Libreria Piccolomini, voluta dal cardinale Todeschi Piccolomini, futuro Papa Pio III, per custodire la biblioteca dello zio Pio II, è una costruzione eretta alla fine del '400 con una elegante facciata marmorea finemente scolpita. 
Nell'interno, vasto ambiente rettangolare, vi è il vivacissimo ciclo di affreschi del Pinturicchio (1502-09) illustranti scene della vita di Pio II. Assai belli sono anche gli scaffali, intagliati ed intarsiati dal Barili, che contengono codici corali, antifonari, tutti miniati da celebi pittori. Altri preziosi oggetti di arte un tempo siti nel Duomo, si possono ammirare nel Museo dell'Opera Metropolitana

La parte absidale del Duomo dà su Piazza San Giovanni dove sorge il Battistero che occupa appunto, la parte inferiore dell'abside, coastituendo, in certo modo, la cripta della Cattedrale. L'edificio, eretto nel XIV secolo, presenta un'armoniosa facciata gotica in cui si aprono tre ricchi portali.
Splendido è l'interno rettangolare che forma un prezioso scrigno al massimo capolavoro contenutovi, il fonte battesimale. 
E' questo una vasca dalla classica forma esagonale con spicchi mirabilmente scolpiti. Dal mezzo sorge, come uno stelo, un pilastrino sormontato dalla statua del Battista. Nel complesso l'opera è di Jacopo della Quercia, XV secolo, ma vi attesero anche altri celebri scultori come il Ghiberti e Donatello, quindi l'insieme è di grande grazia e perfezione.

Palazzo Tolomei
La Duomo in stile gotico
Palazzo Pubblico.
Il Campo gli fa da sfondo
Due viste della "Sala del Mappamondo" a Palazzo Pubblico
Lo splendido Duomo
del XII secolo
"L'incoronazione
della Vergine"

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