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REGIONI
D'ITALIA TOSCANA
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Firenze
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I CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Arezzo - Firenze - Grosseto - Livorno - Lucca - Massa Carrara - Pisa - Pistoia
- Prato - Siena |
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Nel primo decennio del secolo XX la vita intellettuale in Toscana, che era stata florida nel granducato lorenese e che aveva poi ceduto un poco a Roma, Milano e Napoli, si riprese grazie a movimenti non soltanto letterari ma anche apertamente politici, promossi da riviste fiorentine di livello nazionale come "La Voce" di Prezzolini e Papini o
"Il Regno" di Corradini.
L'allargamento del diritto di voto, fino al suffragio universale, irrobustì le posizioni di sinistra in molti comuni medi e rurali, mentre le forze cattoliche si accordavano con quelle liberali contro il pericolo socialista che appariva particolarmente grave a causa della crescente industrializzazione del paese (i cantieri Orlando a Livorno, i lanifici di Prato, le cartiere della Lima, l'industria di Larderello etc..).
Tuttavia i conflitti di classe, il sorgere delle prime amministrazioni comunali socialiste, l'ascesa di nuove forze politiche e il declino di altre non costituirono un ostacolo al progresso generale della regione che, come tutta l'Italia, beneficiò del periodo d'oro dei primi lustri del secolo.
La prima guerra mondiale (1914 - 1918), che sorprese la Toscana in una fase di notevole sviluppo industriale, ebbe una serie di ripercussioni economiche e politiche che dettero origine a un periodo di violente agitazioni, comuni alla maggior parte d'Italia.
Dopo il 1922 anche la Toscana si adattò alla dittatura fascista. I coraggiosi tentativi di opposizione (tra cui quello della rivista "Non mollare") si esaurirono rapidamente sotto la violenza delle persecuzioni che culminarono nel 1925 a Firenze con una serie di uccisioni. Nella seconda guerra mondiale (1940 - 1945) anche le città toscane furono esposte quasi tutte ai
bombardamenti, con danni notevoli specialmente a Livorno, Pisa e Firenze. Le disgraziate vicende militari, e la sensazione del crollo imminente del fascismo, accelerarono la ricostituzione clandestina dei vari partiti e l'inizio di una lotta decisa che, dopo l'8 settembre 1943, divenne lotta contro i tedeschi. Le popolazioni toscane, sia cittadine che rurali, diedero un grande contributo di coraggio e di sangue alla resistenza, e anche in Toscana non mancarono episodi di feroce rappresaglia contro i partigiani.
Ristabilita la pace, nel referendum del 1946 la Toscana si pronunciò a larga maggioranza a favore della istituzione della repubblica. Da allora la regione ha dato un contributo notevole di uomini che hanno spesso ricoperto posizioni di primo piano nella vita politica nazionale. Sul piano economico, i successi della piccola e media industria e dell'artigianato hanno consolidato il prestigio della Toscana a livello internazionale. Ma una delle più fiorenti attività della Toscana contemporanea è il turismo, i cui punti di forza sono costituiti, oltre che dalla bellezza e varietà dell'ambiente, dalla grandezza che le hanno dato gli alti ingegni dei secoli passati. Ai ricchi viaggiatori del settecento e ai letterati, artisti ed esteti dell'ottocento si succedono, oggi, folle di turisti che vengono a contemplare alcune delle opere più meravigliose dell'uomo.
La Toscana di oggi ha conservato, modificandolo, il suo carattere universale il quale non dipende più tanto dalla espansione dei suoi mercati e dei suoi prodotti quanto dalla qualità umana dei capolavori che custodisce e dalla varia origine delle folle che la visitano. |
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I GIARDINI TOSCANI
Giardini e ville, giardini e paesaggi: concetti inscindibili in Toscana, dove il podere termina nel giardino e dal giardino trae origine la villa. Un continuo definirsi di spazi aperti, architetture, boschi e campagne coltivate, borghi, case coloniche e residenze signorili seminate nelle curve dolci delle colline. In Toscana il rapporto fra l'opera dell'uomo e la terra è stato quasi sempre il frutto di una comprensione reciproca, di un'amorevole intesa, che è sfociata nella definizione di grandi scenari e di particolari essenziali, di una serie di segni che oggi ci appaiono di un sapore quasi poetico e che si propongono nelle sembianze di un muro a secco, di una cappellina o di due cipressi affiancati e che poi, si aprono in una vasta armonia fra i borghi e le colline, fra i vigneti e i boschi, fra i lunghi segni sottolineati dai viali di cipressi, da grandi chiese, solenni castelli e splendide ville. Un insieme di equilibrio che ha reso la Toscana celebre per le sue forme, per i suoi colori, per le sue opere artistiche ed architettoniche che sembrano emergere per incanto dalla stessa terra, quasi in un processo di autocreazione. Scenari che appartengono alla cultura di tutto il mondo, disegnati, fotografati dipinti da personaggi illustri o sconosciuti Una storia la cui origine si perde in villaggi villanoviani, in ritrovamenti neolitici, negli splendori ancora misteriosi degli insediamenti e delle necropoli etrusche, nella sapienza e nella grandezza dell'antica Roma. Una Toscana segnata dalle invasioni dei popoli del Nord che l'hanno sottomessa, ma anche arricchita nel corso del Medioevo e che giunge trionfante ai fasti dell'Umanesimo e del Rinascimento. Ma nulla si è fermato nei secoli successivi e nuove forme artistiche e culturali si sono affermate con continuità fino ad oggi.
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