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VENETOTREVISO

 

Belluno - Padova - Rovigo - Treviso - Venezia - Verona - Vicenza


Altitudine 15m s.l.m. superficie comunale 55,5 kmq.

Treviso si trova a Nord di Venezia in una zona ricca di canali formati dal congiungimento de torrente Botteniga col Sile.
E' una città dall'aspetto signorile, con ville maestose e palazzi medievali.
Le stagioni ideali per visitare Treviso sono la primavera e l'autunno quando le meraviglie architettoniche e paesaggistiche vengono esaltate da una luce tenue.
La storia di Treviso inizia come un centro abitato dall'epoca del bronzo (stazioni lungo il Sile a sud della città), il romano "Tarvisium", ascritto alla tribù Claudia, diventa "municipium" in un'età compresa tra il 49 a.C., data della concessione della cittadinanza, e il I sec. d.C.
La "centuriazione" di Treviso occupava l'alta pianura a nord della città, compresa tra il Montello e il Piave.
Risparmiata da Attila, divenne fiorente sotto i Goti ed i Longobardi, che ne fecero un ducato.
Coi Carolingi assunse a capitale di una Marca, ed ebbe una zecca, fiorente nel secolo IX.
La città, devastata dagli Ungheri verso il 911, venne elaborando i suoi ordinamenti comunali, riconosciuti nel 1164 dal Barbarossa. Essa apparve allora favorevole all'Impero, ma nello stesso anno aderì alla Lega Veronese, poi alla Lega Lombarda, combatté a Legnano, trattò la pace di Costanza. 
Cominciò allora la sua epoca più gloriosa. Estese il dominio, si abbellì, fu prospera ed ospitò poeti e trovatori e tenne feste cavalleresche (famosa la festa del Castello d'Amore), che le valsero il nome di "Marca gioiosa et amorosa". 
Ma nel 1237 cadde sotto la tirannia di Ezzelino e Alberico da Romano. Alla loro morte tornò alla libertà ma risorsero presto le lotte tra i ghibellini ed i guelfi. Il capitano dei guelfi Gherardo da Camino divenne signore della città nel 1283 e la governò acquistando la fama di valoroso e cortese (Dante lo ricorda nel Purgatorio, canto XVI, 124 e seg.).
Treviso ebbe poi il dominio dei conti di Gorizia e di altri vicari imperiali; nel 1328 fu la volta della signoria degli Scaligeri fino al 1339 quando fu acquisita da Venezia. Nel 1381 passò sotto Leopoldo d'Austria che nel 1384 la vendette ai Carraresi di Padova. A questi la città fu tolta dai Visconti finchè nel 1389 i trevigiani si dettero spontaneamente a Venezia, che procurò loro una lunga e prosperosa pace, ricambiata da Treviso con una sicura fedeltà

Condivise le sorti della Serenissima fino al 1797 quando cadde sotto l'urto delle armate di Napoleone. La città passò quindi all'Austria e poi al Regno Italico (1805) e di nuovo all'Austria (1813). Nel 1848 seguì Venezia nella rivoluzione contro gli austriaci, ma il 14 giugno dovette arrendersi. 
Finalmente il 15 luglio 1866 vi entrarono i bersaglieri italiani. 
Soffrì per i bombardamenti aerei durante la guerra 1915-18, ma ancora di più durante l'ultimo conflitto mondiale, quando subì un bombardamento americano che causò migliaia di vittime e distrusse molti edifici pubblici e monumenti di notevole interesse storico ed artistico.

 

DA VEDERE
Treviso è città d’arte per vocazione, per la nobiltà delle sue origini romane e per il fervore degli ambienti culturali. I luoghi da vedere si concentrano all’interno della cerchia delle mura, intervallate dalle belle porte Santi Quaranta e San Tommaso. Il fulcro della città è Piazza dei Signori, su cui si affaccia il Palazzo dei Trecento e la sua loggia affrescata.
Dietro alla Piazza, oltre lo storico palazzo del Monte di Pietà, si sviluppa l’intrico di viuzze e canali che costituisce il cuore romantico della città, ricco di pittoreschi scorci sul portico dei Buranelli e sulla pescheria. Tra Piazza dei Signori e Piazza del Duomo corre il cardo romano del Calmaggiore, illuminato da eleganti negozi e signorili facciate; altri spazi più minuti, come piazza Pola, piazza San Vito e piazza Rinaldi, richiamano invece la struttura del campiello veneziano. Nelle architetture sacre di Treviso si concentrano i maggiori tesori dell’arte cittadina: su tutti il ciclo di affreschi su Sant’Orsola nella Chiesa di Santa Caterina e quelli della Sala del Capitolo presso la Chiesa di San Nicolò. Grandi artisti hanno inoltre lasciato testimonianze nelle altre chiese cittadine (su tutti la pala di Tiziano nel Duomo), mentre una intensa spiritualità si respira nelle chiese di San Francesco e San Vito. La parte più moderna del centro ingloba le belle riviere sul fiume Sile, così adatte ad una passeggiata, e i palazzi ottocenteschi sorti a ridosso degli attracchi. Altrettanto utili a testimoniare il fiorire dell’arte a Treviso sono le collezioni del Museo Civico "L. Bailo" e le periodiche esposizioni che occupano Casa dei Carraresi, Palazzo Giacomelli o Palazzo Scotti.

  

DA MANGIARE
La città di Treviso e i suoi dintorni sono certamente la zona d'Italia a maggior densità di buoni ristoranti.Tutte le pietanze di carne e di pesce, i risotti e anche i fritti sono accompagnati dal delicato e ricercatissimo radicchio. Altra specialità è il "risotto al tajo", insaporito con gamberi e anguilla. Treviso è inoltre famosa per una particolare luganega (salsiccia) che viene insaccata e legata in modo da essere divisa in quattro spicchi.

RADICCHIO ROSSO ALLA TREVIGIANA
Ingredienti per 4 persone: 

- radicchio rosso di Treviso - olio d'oliva
- pepe appena macinato - sale

Preparazione:
Pulite i cespi e le radici del radicchio, tagliateli a metà o in quattro per il lungo, quindi lavateli. Scuoteteli bene per togliere tutta l'acqua e conditeli con olio, sale e pepe, metteteli su una graticola sulla brace, voltateli perché cuociano da tutte le parti e serviteli subito. 
Se non avete la possibilità di cuocerli alla brace, metteteli già conditi in padella, meglio se di ferro, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco vivo per un paio di minuti, poi scoperchiate e voltateli. Dopo poco servite. Devono risultare croccanti fuori e morbidi, ma al dente, internamente.

Piazza dei Signori, su cui si affaccia il Palazzo dei Trecento e la sua loggia affrescata
Palazzo Giacomelli sede di importanti manifestazioni artistiche
Piazza San Vito
Il fiume Sile bagna Treviso regalandoci questi magnifici scorci
Uno dei tanti mulini disseminati per la provincia

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